La bella vita (in fuga) del banchiere svizzero arrestato a Bari dopo 26 anni

Gli Stati Uniti erano sulle sue tracce. Da tempo. Anzi, da 26 anni. Proprio così: il cittadino svizzero arrestato dalla Guardia di Finanza italiana, alcuni giorni fa, era in fuga dal 1999. Sull'uomo, finito in manette a Bari, pendeva un mandato d'arresto. Spiccato per una frode su titoli finanziari per oltre 20 milioni di dollari commessa a New York assieme ad altri complici. La Guardia di Finanza, giova ricordarlo, stava semplicemente effettuando un controllo su un catamarano al largo delle coste pugliesi. Incappando, appunto, nel sessantenne ex banchiere d'investimento.
L'uomo, un ginevrino, nonostante fosse un ricercato postava regolarmente foto e aggiornamenti sui social. Mostrando al mondo il suo stile di vita all'insegna del lusso e dello sfarzo. Per dire: un'immagine postata su Facebook nel maggio del 2024 mostra l'ex banchiere seduto in un ristorante elegante, con occhiali da sole e ampio sorriso, papillon al collo e una donna al suo fianco che lo bacia sulla guancia. Altre immagini lo ritraggono invece in spiaggia o a bordo di yacht privati. Il cittadino elvetico, dicevamo, è accusato di aver messo in piedi un'organizzazione criminale per commettere una frode che coinvolgeva diversi strumenti finanziari. Si presume, poi, che abbia riciclato denaro proveniente da redditi acquisiti illegalmente. Secondo la Repubblica, ha riciclato 20 milioni di dollari attraverso il suo studio legale manipolando le azioni. Se condannato, rischia fino a 25 anni di carcere negli Stati Uniti.
In un articolo del 1999, il New York Times scriveva che l'Ufficio del pubblico ministero di Brooklyn aveva denunciato un totale di 15 persone. Tra queste, appunto, c'era anche il banchiere d'investimento svizzero. Non si sa, per contro, come l'uomo sia arrivato a Bari. Secondo le ricerche del Blick, originariamente si era stabilito nell'isola caraibica francese di Saint-Barthélemy. Lo aveva scritto lui stesso nel maggio del 2024, in un commento su Facebook, rivelando il suo amore per «la sua nuova patria». Nel post, il presunto truffatore ringraziava Xavier Lédée, presidente del Consiglio territoriale di Saint-Barthélemy. Il post seguiva un annuncio fatto dal politico e riguardante i criminali presenti sull'isola, i quali dovevano essere «assicurati immediatamente alla giustizia». Così il ginevrino: «Caro presidente. È necessaria una vigilanza particolare e permanente per proteggere l'isola e i suoi valori». E ancora: «Lo dice un uomo arrivato nel 1999, ma che ama quest'isola più di quanto possa immaginare. Lunga vita a St Barth». Il tutto accompagnato da alcune emoji affettuose e dalla bandiera svizzera.
Ma l'ex banchiere era attivo anche su un'altra piattaforma, LinkedIn, dove si congratulava con varie persone per i loro nuovi traguardi professionali e si faceva vivo in occasione di alcuni giorni festivi, come il 1. agosto. Gli piaceva anche dare un «mi piace» ad alcuni articoli di business che definiva «entusiasmanti». Come molti altri utenti di LinkedIn, l'uomo aveva elencato il suo percorso formativo e professionale sul suo profilo. Dichiarava, ad esempio, di aver frequentato il Collège du Léman a Versoix, Ginevra, e l'Università privata di Buckingham, a Londra.
Secondo le sue stesse informazioni, il cittadino elvetico ha gestito almeno due società negli ultimi anni. Una di queste è stata costituita dopo il 1999, mentre l'altra è oggetto di una segnalazione da parte dell'Autorità svizzera di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA). Al momento, non è chiaro se il ginevrino dovrà effettivamente essere incarcerato negli Stati Uniti per frode dopo un periodo così lungo. Secondo le autorità italiane, è stato arrestato il 10 ottobre, ma il suo arresto è stato reso pubblico solo lunedì 20 ottobre.
