La franchigia minima, dunque, aumenterà a 400 franchi a partire dal 2029

Dopo oltre vent’anni, la franchigia minima di 300 franchi potrebbe essere ritoccata verso l’alto: dal 2029, dovrebbe passare a 400 franchi. Il Consiglio federale propone un meccanismo automatico legato alla partecipazione ai costi. Ieri ha avviato la consultazione, ma il progetto incontrerà molte resistenze. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
Cosa ha deciso il Consiglio federale?
In futuro, per gli adulti, la franchigia minima per l’assicurazione malattia obbligatoria (LAMal) non sarà più di 300 franchi all’anno. Stando ai piani del Governo, a partire dal 2029 la franchigia minima si attesterà a 400 franchi. Poi, invece di una soglia fissa, il Consiglio federale prevede un «meccanismo di adeguamento». Sulla base di proiezioni effettuate fino al 2035, la franchigia potrebbe salire ulteriormente nel 2034 tra 450 e 550 franchi. La stessa franchigia potrà essere mantenuta per diversi anni al fine di garantire la stabilità del sistema. Il Governo parla di aggiustamento moderato in funzione dell’evoluzione dei costi. I bambini continueranno a essere esenti da franchigia. Ieri, il Consiglio federale ha posto in consultazione il progetto fino al 22 giugno: le franchigie opzionali non ne fanno parte e non verranno dunque toccate.
Come funziona concretamente il meccanismo?
Secondo il meccanismo ideato dal Consiglio federale, ci sarà un aumento della franchigia (di almeno 50 franchi) quando la quota di partecipazione ai costi degli assicurati, rispetto al totale delle prestazioni lorde a carico dell’assicurazione, sarà inferiore a una determinata soglia (il 13,5%). Tradotto: il rapporto tra ciò che gli assicurati pagano di tasca propria per le prestazioni mediche (ovvero franchigia, aliquota percentuale e contributo ai costi di degenza ospedaliera) e il totale dei costi a carico della LAMal. Per non cambiare troppo repentinamente, è previsto un periodo di differimento minimo di tre anni. Per il 2031, si stima una partecipazione ai costi di 7,05 miliardi, a fronte di prestazioni per un totale di circa 52,27 miliardi. In questo caso, la quota sarebbe del 13,49% (e giustificherebbe un rincaro della franchigia minima dal 2034). Questa «soglia di attivazione» è fissata al 13,5% (su base nazionale, non cantonale). Negli ultimi dieci anni, il tasso di partecipazione ai costi degli assicurati ha oscillato fra il 13,4% e il 13,9%.
Perché il Governo ha presentato questo progetto?
Nel 2024, la «senatrice» Esther Friedli (UDC/SG) ha chiesto al Governo di «adeguare la franchigia ordinaria alla situazione reale», affinché rispecchi meglio l’evoluzione dei costi (in continuo aumento). La mozione - che ha raccolto pure i favori del Governo - è stata approvata dalle due Camere: non indicava un ammontare preciso, ma chiedeva (tramite un meccanismo prestabilito) un incremento periodico «moderato» della franchigia.
A quando risale l’ultima modifica della franchigia?
La franchigia obbligatoria è la quota minima annuale che gli assicurati versano di tasca loro quando ricorrono a prestazioni sanitarie. Al momento dell’introduzione della LAMal, nel 1996, era di 150 franchi. Nel 1998 è stata aumentata a 230 franchi e dal 2004, data dell’ultimo adeguamento, agli attuali 300 franchi. La determinazione della franchigia è di competenza del Consiglio federale, per via di ordinanza, ma il Governo non vuole solo un ritocco verso l’alto: chiede un meccanismo per poter adeguare regolarmente la franchigia minima e questo richiederà una modifica di legge (che potrebbe essere oggetto di referendum). È bene sottolineare che anche in futuro l’adeguamento della franchigia sarà deciso dal Governo tramite ordinanza. Nel 2019, pochi mesi prima delle elezioni federali, un progetto per alzare la franchigia minima era stato respinto dal Consiglio nazionale.
Spese sanitarie e premi di cassa malati diminuiranno?
Nelle intenzioni del Governo, l’aumento della franchigia e il meccanismo di adeguamento dovrebbero indurre gli assicurati a ricorrere a prestazioni mediche con maggiore parsimonia, rafforzando così la responsabilità individuale. La misura inciderà sulla domanda di prestazioni. In questo modo, almeno nei primi anni dopo l’adeguamento, farà leggermente diminuire i premi e mitigherà i futuri aumenti. L’Ufficio federale della sanità prevede che potrebbe portare a una diminuzione dei premi, in media, dello 0,8%.
Quali sono i rischi di questo incremento?
Finora l’idea di alzare la franchigia minima ha incontrato forti resistenze, principalmente per motivi di politica sociale. Una franchigia bassa è una necessità per molti assicurati, come malati cronici, famiglie a basso reddito, anziani e persone vulnerabili. Già oggi molte persone non vanno dal medico, o ci vanno troppo tardi, per motivi economici (anche per trattamenti necessari). Con un rincaro della franchigia minima, le persone con redditi bassi verrebbero ulteriormente penalizzate. Ciò avrà ripercussioni anche nell’ambito della prevenzione medica (che potrebbe generare più costi in seguito).
Perché si propone questo aumento?
Dall’entrata in vigore della LAMal, nel 1996, i costi lordi a carico dell’AOMS (ossia quelle finanziate dai premi e dalle partecipazioni ai costi) sono esplosi, passando da 12 a circa 42 miliardi nel 2024. Tra i motivi vengono spesso citati l’invecchiamento della popolazione, i progressi delle tecnologie mediche, gli interessi e i profitti di svariati attori del sistema sanitario e dall’aumento della domanda e dell’offerta di prestazioni mediche. Ora è necessario trovare un equilibrio fra responsabilità e solidarietà.
Quante persone tocca questo cambiamento?
Nel 2024, circa 3,3 milioni di adulti (pari al 45%) hanno scelto la franchigia minima. Il rimanente 55% una franchigia opzionale. In linea di principio, le persone malate scelgono la franchigia più bassa. Il ritocco della franchigia toccherà più le donne, che più spesso ricorrono alla franchigia minima (il 57% contro il 43% degli uomini). Così come toccherà di più gli anziani: nella fascia 26–30 anni solo il 31% ha optato per la franchigia minima; nella fascia 81-85 anni la percentuale è del 73%.
In Ticino nel 2024 gli adulti che hanno optato per la franchigia minima (dati dell’UFSP, elaborati dal DSS) sono stati 141.913, pari al 47,6% del totale di 298.429 assicurati adulti. Una quota in aumento negli ultimi anni: il numero degli assicurati con franchigia a 300 franchi è passato da 128.682 nel 2019 a 141.913 nel 2024 (la proporzione sul totale è aumentata dal 44,1% al 47,6%). Nel confronto intercantonale, non a caso, il Ticino è passato dall’essere nel 2019 il 13.esimo Cantone con la maggiore proporzione di assicurati con franchigia minima al quinto posto nel 2024.
