A quanto ammonterà la pensione di Guy Parmelin?

A qunto ammonta la pensione del dimissionario consigliere federale Guy Parmelin? Il «ministro» godrà di un contributo pensionistico lordo di 239.083 franchi annui. La cifra viene calcolata sulla metà dello stipendio percepito in servizio, che ammonta attualmente a 478.166 franchi lordi. I membri del Governo, i giudici federali e i cancellieri federali ricevono una pensione di anzianità anziché una rendita. Questo perché i rappresentanti eletti non dispongono di un piano previdenziale e, dopo le dimissioni o la mancata rielezione, non hanno né un reddito né una rendita. Parmelin, inoltre, perderà alcuni benefit, come il veicolo di servizio o gli spazi d'uffici pagati dallo Stato. La pensione, adattata al rincaro, viene inoltre percepita dagli ex consiglieri federali soltanto nel caso questi non svolgano altre attività lucrative.
«Il fuoco sacro non è più così sacro»
«Ho avuto enorme piacere nel dirigere il Dipartimento (quello dell'economia, della formazione e della ricerca, DEFR) di cui sono attualmente responsabile», ma «è arrivato il momento per me di lasciare spazio a nuove forze in questi tempi di grande incertezza», ha commentato quest'oggi il vodese annunciando a Berna la sua decisione di lasciare il Consiglio federale alla fine dell'anno, il 31 dicembre 2026. Parmelin ha ammesso di avvertire «una certa stanchezza» sottolineando che «il fuoco sacro non è più così sacro come lo era all'inizio». E ha aggiunto: proseguito, «sono ancora motivato: ci sono ancora sfide da affrontare e lavorerò fino al 31 dicembre alle 23:59», ha detto, ricordando che ci sarà anche una votazione popolare e che intende impegnarsi «affinché la voce del Consiglio federale venga ascoltata dalla popolazione». Parlando delle dimissioni, il «ministro» dell'economia ha detto: «Durante la pausa estiva ho riflettuto a lungo su ciò che sarebbe stato meglio per il Paese e, progressivamente, mi è apparso evidente che il mio ritiro alla fine di quest'anno si imponesse naturalmente come la decisione più appropriata».
Discussioni sul compenso di Blocher
A scatenare le discussioni riguardo alle pensioni dei consiglieri federali fu Christoph Blocher, che alla sua mancata rielezione nel 2007, rinunciò inizialmente al suo compenso. Tuttavia il democentrista rivendicò di voler spendere il suo denaro invece che lasciarlo alla Confederazione nel luglio 2020. Alla fine il Consiglio federale gli riconobbe cinque annualità, vale a dire circa 1,1 milioni di franchi rispetto ai 2,7 richiesti. Tra i più recenti dimissionari dall'Esecutivo le cifre, a causa del rincaro, sono leggermente inferiori a quelle che percepirà il vodese: anche Viola Amherd si avvicina ai 240 mila franchi, Alain Berset ne riceve poco meno di 230 mila franchi, mentre Simonetta Sommaruga e Ueli Maurer si aggirano sui 220 mila franchi.
Pensione controversa
Il riconoscimento di una pensione ai consiglieri federali non è però scontato. Nel 2024 la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) avrebbe voluto eliminarlo completamente, ma l'anno successivo il Consiglio nazionale cassò il progetto. Nel giugno 2025 questo aveva respinto, con 93 voti contro 90 e 3 astensioni, un'iniziativa parlamentare di Rémy Wyssmann (UDC/SO) volta a assoggettare i magistrati al sistema di previdenza professionale. La Camera del popolo si è così allineata alla posizione di una minoranza della propria commissione e alla volontà della maggioranza della commissione del Consiglio degli Stati. Da allora l'oggetto è considerato chiuso.
