Il dato

La Posta migliore del mondo? È ancora quella svizzera

Il gigante giallo si è piazzato al primo posto di una classifica che prende in considerazione vari criteri, quali affidabilità e copertura – Il CEO Grieder «Un riconoscimento che appartiene ai nostri collaboratori»
© Chiara Zocchetti
Red. Online
09.10.2026 13:53

La Posta svizzera è ancora una volta «la migliore del mondo». È quanto emerge dalla classifica dell’Unione postale universale (UPU), che confronta le prestazioni delle organizzazioni postali di 180 Paesi e stila poi una graduatoria fondata su un’analisi basata sui dati. Vengono valutati diversi aspetti, tra cui affidabilità, copertura, rilevanza e resilienza. Il riconoscimento, scrive il gigante giallo, «è anche una conferma di come la Posta stia evolvendo con successo». Ma ecco l'analisi dei tre punti.

La fiducia

Le persone si aspettano dalla loro azienda soprattutto una cosa: affidabilità. Chi spedisce una lettera o aspetta un pacco «vuole poter contare su una consegna puntuale e sicura», scrive la Posta. Numerose aziende postali si trovano però sotto pressione. «I volumi delle lettere in calo, l’aumento dei costi e la trasformazione digitale spingono a ridurre le offerte. Vengono consegnate sempre meno lettere, le sedi vengono chiuse e in alcuni casi i classici servizi vengono soppressi del tutto, come è accaduto ad esempio in Danimarca, dove solo un operatore privato propone ancora questa offerta». La Svizzera percorre però un’altra strada: «La Posta adempie il proprio mandato offendo un servizio universale di alto livello, registrando una puntualità superiore al 97% per le lettere e di oltre il 95% per i pacchi e i giornali». Ciò che spesso sembra scontato «è il risultato di una prestazione logistica estremamente complessa. Ogni giorno il gigante giallo tratta e trasporta milioni di lettere, pacchi e informazioni. Il fatto che tutto funzioni in modo affidabile trasmette fiducia, sia ai privati, sia alle aziende e alle autorità.

La Posta resta vicina alla gente

La Svizzera – si legge ancora – «vanta una delle reti postali più fitte d’Europa. I circa 2.000 punti di accesso con servizio garantiscono che l’offerta della Posta sia facilmente accessibile per la popolazione». Fanno parte di questa rete le filiali postali e le filiali in partenariato, a cui si aggiungono gli sportelli automatici My Post 24 e il servizio a domicilio. Oggi il 96,87% della popolazione raggiunge un punto di accesso «nel rispetto delle disposizioni regolatorie». Guardando al di là dei confini nazionali «osserviamo che questa vicinanza non è scontata; mentre le aziende postali europee di Grecia, Ungheria o Irlanda ridimensionano o ristrutturano le proprie reti di filiali tradizionali, il gigante giallo si affida a una fitta rete di punti di accesso». Per l’azienda, il concetto di vicinanza «significa che le persone possono scegliere come sbrigare le proprie operazioni: andando di persona allo sportello, servendosi degli sportelli automatici o in modalità digitale tramite la Post-App».

Non solo lettere e pacchi

Il calo dei volumi di lettere registrato a livello mondiale pone praticamente tutte le aziende postali di fronte alla medesima sfida. Alcune reagiscono orientando le proprie attività in modo più ampio. Poste Italiane, ad esempio, si è trasformata in una piattaforma di servizi completa che, oltre a lettere e pacchi, offre anche servizi finanziari, assicurativi e digitali. In alcuni Paesi europei si delineano sviluppi analoghi. Negli ultimi anni anche la Posta svizzera è cambiata: oltre a trasportare ancora lettere e pacchi, oggi «propone un’offerta molto ampia, che comprende soluzioni digitali per il voto elettronico, la messa a disposizione di materiale sterile per gli ospedali, soluzioni di comunicazione digitali sicure e, presso AutoPostale, soluzioni di mobilità innovative come i veicoli autonomi».

«Riposare sugli allori è fuori discussione»

«Questo riconoscimento appartiene alle nostre collaboratrici e ai nostri collaboratori, che si impegnano ogni giorno mettendosi al servizio della Svizzera: nei centri di spartizione, nelle filiali, nel recapito, presso PostFinance, nel Contact Center e in molte altre funzioni», commenta Pascal Grieder, CEO della Posta. «Ci sono sempre: con qualsiasi condizione meteo, a qualsiasi ora, vicino alla nostra clientela. Non possiamo che esserne fieri.» Allo stesso tempo, il direttore generale non ha dubbi: «Riposare sugli allori è fuori discussione. Le aspettative della clientela cambiano in continuazione. Allo stesso tempo, i nostri concorrenti cercano ogni giorno di recuperare terreno sulla Posta. Per questo motivo, continuiamo a sviluppare le nostre offerte e vogliamo dimostrare anche in futuro che la Svizzera può fare affidamento su di noi».

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