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La SSR cavalca «l’onda»: può tornare sulle FM già a luglio

Berna ha dato il via all’attribuzione delle concessioni per le radio a partire dal 2027, ma l’emittente pubblica potrà trasmettere già prima - L’azienda: «L'obiettivo è procedere il più rapidamente possibile con la riattivazione dei primi impianti di trasmissione»
©Chiara Zocchetti
Luca Faranda
24.04.2026 06:00

Lunga vita alle FM. O almeno, fino al 2034. Le trasmissioni radio sulle onde ultracorte continueranno anche in futuro: il crollo di ascoltatori della SSR, che aveva deciso di spegnere i ripetitori alla fine di dicembre del 2024, è stato un chiaro segnale. Le emittenti private, che avrebbero dovuto fare la stessa cosa alla fine del 2026, hanno lanciato l’allarme. E il Parlamento federale ha deciso di fare dietrofront. A dicembre, infatti, ha prolungato la vita del segnale analogico, permettendo anche alla SSR di tornare a trasmettere attraverso le frequenze FM. L’emittente pubblica può ora cavalcare questa «onda». E potrà farlo prima del previsto. Già a partire dal primo luglio.

Fino alla fine del 2034

Pochi giorni fa, l’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) ha definito la procedura di attribuzione delle concessioni radio FM per la diffusione di programmi radiofonici a partire dal 2027. Ciò significa che le emittenti radio private con mandato di prestazioni possono, su richiesta, continuare a utilizzare le loro frequenze attuali. Potrà farlo anche la SSR: ciò significa per la RSI che anche Rete 1, Rete 2 e Rete 3 possono tornare a trasmettere sulle «vecchie» frequenze.

Le attuali concessioni FM scadranno infatti proprio quest’anno. Dopo il «sì» delle Camere federali alla mozione che chiedeva di non spegnere definitivamente la radio analogica a modulazione di frequenza, l’UFCOM ha fatto i compiti: ha elaborato l’attribuzione delle concessioni FM a partire dal 2027 fino al 31 dicembre 2034. La diffusione attraverso le FM, sottolineano le autorità federali, continua a rimanere volontaria.

«Può avvenire anche prima»

Anche dall’anno prossimo, le emittenti radiofoniche «con concessione e mandato di prestazioni» (come Radio3i e Radio Ticino) potranno continuare a trasmettere sulle stesse frequenze di oggi. Non solo. «Le attuali frequenze della SSR rimangono riservate per la SSR». L’emittente pubblica può pertanto tornare a diffondere la radio sulle stesse frequenze che occupava prima dello spegnimento delle antenne a fine 2024. «Le frequenze della SSR e quelle nella zona di copertura delle emittenti concessionarie con mandato di prestazioni non vengono messe a concorso», chiarisce l’UFCOM.

La possibilità che la SSR potesse tornare sulle FM già dall’estate è stata anticipata dal Blick. Dal canto suo, in un documento sul proprio sito, l’Ufficio federale delle comunicazioni conferma che le concessioni di radiocomunicazione FM «saranno in linea di massima valide dal 1. gennaio 2027 fino al 31 dicembre 2034; il rilascio nell’ambito riservato può avvenire anche prima».

La liberazione delle frequenze entra in vigore già in estate. «La base legale permette alla SSR di tornare a trasmettere dal 1. luglio», ci spiega Silvia Canova, responsabile della comunicazione dell’UFCOM, ricordando tuttavia che a livello tecnico spetta alla SSR valutare quando riattivare le antenne FM, spente il 31 dicembre 2024.

Pronta la domanda formale

«Sulla base della decisione di principio adottata nel dicembre scorso di valutare un ritorno alla diffusione in FM, in questi giorni la SSR sta presentando una domanda formale di concessione», indica al Corriere del Ticino Stefano Pedrazzini, portavoce della SSR, confermando che l’obiettivo dell’azienda «è procedere il più rapidamente possibile con la riattivazione dei primi impianti di trasmissione», senza tuttavia fornire indicazioni precise su tempistiche, costi e estensione dell’offerta. Non è pertanto ancora noto se torneranno sulle FM tutte e tre le radio della RSI. E se ciò possa avvenire già a luglio.

Leader di mercato

La SSR, pur con il calo di ascoltatori, continua a essere leader di mercato. Stando ai dati Mediapulse forniti dall’azienda, tra il primo semestre 2024 (con le antenne FM ancora attive) e il primo semestre 2025, la quota di mercato è però scesa di sei punti percentuali, passando dal 59 al 53%.

L’impatto è stato particolarmente pesante per la RSI, con una flessione della penetrazione netta – che misura quante persone ascoltano un determinato programma radiofonico almeno una volta al giorno – del 27% nei primi sei mesi dopo l’addio alle FM.

Obbligo di trasmettere in DAB+

Ora, il mercato potrebbe cambiare. E tutte le altre radio? Le frequenze che rimangono libere (oltre alla SSR ci sono altre 25 emittenti radio concessionarie con mandato di prestazioni) saranno riattribuite dal 2027. Inoltre, se ci sono più radio candidate per le stesse frequenze, sarà indetta un’asta. Dalla decisione della SSR di spegnere le antenne, tuttavia, una buona fetta di ascoltatori si è rivolta alle radio italiane che trasmettevano e continuano a trasmettere in FM. Per loro ci sarà più spazio nella nuova concessione? «Le radio possono fare richiesta per ricevere determinate frequenze se l’emittente è annunciata in Svizzera e se trasmette anche in DAB+», spiega Canova. Berna impone infatti una condizione: «Un programma diffuso via FM deve essere trasmesso anche in DAB+ almeno in questa zona (ad esempio nel Mendrisiotto, ndr) e con contenuti identici».

Tuttavia, a oggi, nessuna radio italiana ha compiuto questo passo. Il motivo per il quale, dal Ticino, si possano sentire le emittenti italiane è semplice. «Perché le frequenze non si fermano al confine», ricorda Canova, precisando che alcune radio italiane sono già presenti sul DAB+.

L’addio alle FM valutato già nel 2014

Nel 2014, l’UFCOM, le radio private e la SSR hanno iniziato a pianificare il passaggio dalla radio analogica a quella digitale. Hanno deciso di spegnere le FM e dare la priorità alla diffusione tramite DAB+ e internet. Per permettere questa transizione (dal 2020 non c’è più l’obbligo di diffondere via FM), la Confederazione ha investito in questi anni circa 84 milioni di franchi. Nel frattempo, la decisione di disattivare queste antenne è stata prorogata due volte. Il Governo aveva stabilito come termine ultimo il 31 dicembre 2026. In accordo con i privati, la SSR ha fatto il primo passo a fine 2024. Ma ci si è presto resi conto che si è trattato di un passo falso. Da lì la richiesta politica, poi accolta, di non spegnere le FM a fine 2026.