Svizzera

La stampa straniera si dice sorpresa del «no» all'ampliamento della rete autostradale

Dall'Austria alla Germania i commenti sull'esito della votazione si sprecano e si uniscono al coro degli svizzeri all'estero, che avevano votato per il «sì»
©JEAN-CHRISTOPHE BOTT
Red. Online
25.11.2024 15:04

Il consigliere di Stato ticinese Claudio Zali, nel commentare il risultato, ha parlato di – citiamo – «un voto anomalo e inaspettato». Il riferimento, evidentemente, è al no, pure abbastanza secco, all'ampliamento della rete autostradale. Un esito, leggiamo, piuttosto commentato e discusso anche all'estero. Almeno stando alla stampa straniera, più o meno unanime nel dirsi sorpresa che il 53% (o quasi) di chi ha votato si sia espresso contro al potenziamento delle autostrade svizzere. Sorprendente, non a caso, è stato l'aggettivo utilizzato dalla Süddeutsche Zeitung. Di qui la conclusione: il governo, a questo giro, ha fallito. Su tutta la linea.

Dello stesso tenore le considerazioni dello Standard, in Austria. Che, con fare piuttosto secco, ha scritto: «In Svizzera per gli automobilisti provenienti da Germania, Austria, Francia e Lussemburgo non cambierà nulla: sulle autostrade elvetiche, per lo più a due corsie, continueranno a dover lottare con ingorghi e traffico lento». Della serie: la fama dei tappi al San Gottardo (ma non solo) è ben nota anche a Vienna.

Euronews, per contro, ha usato toni decisamente più diplomatici, sostenendo che il piano del Consiglio federale e del Parlamento, alla fine, si è scontrato con la resistenza di chi, anche a giusta ragione, era preoccupato del possibile impatto sull'ambiente. Per tacere dell'efficacia dell'ampliamento rispetto al traffico, tutta da dimostrare a detta di Euronews.

Die Zeit, dal canto suo, l'ha buttata sul populismo. O, meglio, ha parlato sì di una vittoria per il fronte rossoverde e delle associazioni ambientaliste ma, paradossalmente, soprattutto pensando al «ministro» dei Trasporti Albert Rösti, anche dell'UDC. Zeit, infatti, non ha visto in questo no un rifiuto all'auto e a nuove strade in senso stretto. Semmai, vi ha visto un possibile risvolto tipicamente democentrista. Ovvero, gli ingorghi stradali in costante aumento non sarebbero legati, in realtà, alla mancanza di nuove corsie o tunnel ma ai tanti stranieri che hanno popolato il Paese in questi ultimi decenni.

Giova ricordare, detto dei commenti della stampa straniera, che una netta maggioranza di cittadini svizzeri che vivono al di fuori dei nostri confini ha votato in controtendenza rispetto ai concittadini in patria: il 57,3% di chi ha votato dall'estero, infatti, si è detto favorevole all'ampliamento delle autostrade. Una differenza che la politologa dell'istituto gfs.bern Martina Mousson, intervistata da Swissinfo, ha ricondotto fra le altre cose a un possibile confronto fra le infrastrutture autostradali svizzere e quelle di altri Paesi: «Gli svizzeri all'estero potrebbero essere abituati a viaggiare su autostrade più larghe di quelle svizzere e considerarle la norma».

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