«La Svizzera rimane a disposizione di Iran e USA quale canale di comunicazione»

Benché abbia chiuso la propria ambasciata a Teheran, la Svizzera rimane a disposizione di Iran e Stati Uniti quale canale di comunicazione. Lo ha ribadito oggi ai media il consigliere federale Ignazio Cassis al termine della seduta odierna del Governo. Inoltre, attualmente la Confederazione non deve fare i conti con una penuria di petrolio, ha rassicurato l'Esecutivo.
Il «ministro» degli Esteri ha sostenuto che la Svizzera è stato fra gli ultimi Paesi a richiamare il proprio ambasciatore dal Paese mediorientale assieme ad altri cinque collaboratori della rappresentanza per ragioni di sicurezza e anche per motivi psicologici, visto che il personale rimasto in loco ha dovuto trascorrere buona parte del tempo nello scantinato.
In merito al diritto della neutralità in relazione all'attuale guerra, Cassis ha precisato che tale principio di politica estera rimane sempre valido, ma che per ora la Svizzera non ha ricevuto alcuna richiesta di sorvolo da parte dei Paesi in guerra. Quanto alle forniture di armi, questo problema verrà affrontato nei prossimi giorni dal Consiglio federale.
Circa le ripercussioni del conflitto sul prezzo del petrolio, e la liberazione delle scorte per calmierare i prezzi come richiesto dall'Agenzia internazionale per l'energia (AIE), il «ministro» dell'Economia, Guy Parmelin, ha precisato che non si tratta ancora di un obbligo, bensì di un invito da parte di questa agenzia. Il Consiglio federale ha comunque la possibilità di liberare le scorte in caso di penuria dichiarata e imminente o se la AIE lo ordinasse.
In risposta alla guerra in Iran, mercoledì scorso l’AIE ha deciso di immettere sul mercato 400 milioni di barili di petrolio greggio. Questa misura mira a stabilizzare i mercati, già messi a dura prova dalla guerra. L’AIE conta 32 Stati membri, tra cui la Svizzera.
Anche la Svizzera dispone di scorte strategiche che possono essere immesse sul mercato in caso di necessità. Secondo la Confederazione, queste riserve sono di proprietà delle aziende che commerciano i prodotti.
Per i prodotti petroliferi, esse coprono il fabbisogno nazionale per 4,5 mesi, mentre per il kerosene sono 3 mesi. Ciò corrisponde a circa 14,5 milioni di barili di benzina e gasolio, nonché a circa 8,6 milioni di barili di olio combustibile e 2,4 milioni di barili di kerosene.