La tassa di 50 franchi per il pronto soccorso? «Burocratica e inefficace, se non addirittura controproducente»

Tanto tuonò, che non piovve. In futuro, molto probabilmente, non sarà introdotta una tassa di 50 franchi per chi si reca al pronto soccorso per casi di lieve entità. La proposta, sul tavolo della politica dal settembre del 2017, è destinata a finire nel nulla. Ieri, infatti, la Commissione della sicurezza sociale e della sanità propone al plenum di non entrare in materia sul progetto di legge. Di più. Lo ha fatto all’unanimità. Segno che la proposta, verosimilmente, si trova ora in un vicolo cieco.
«Più consapevoli»
Facciamo un passo indietro, tornando proprio al 2017. Al tempo, l’allora consigliere nazionale Thomas Weibel (PVL/ZH) aveva lanciato un’iniziativa parlamentare per chiedere un cambio di sistema: tutti i pazienti che si rivolgono al pronto soccorso di un ospedale devono pagare (direttamente sul posto) una tassa di 50 franchi. «Questo importo non è computabile sulla franchigia né sulla partecipazione ai costi», scriveva Weibel, escludendo da questo balzello i bambini e i giovani sino a 16 anni, i pazienti su prescrizione medica e quelli che vengono successivamente ricoverati. A suo avviso, questa tassa per i casi di lieve entità renderebbe i pazienti più consapevoli delle varie componenti del sistema sanitario svizzero, sgravando così i reparti di pronto soccorso degli ospedali e contenendo l’evoluzione dei costi nel sistema sanitario.
Tra il 2018 e il 2024, l’argomento è tornato a più riprese sui banchi del Parlamento. Il Consiglio degli Stati, per ben due volte, ha ignorato la raccomandazione della commissione preparatoria e ha fatto portare avanti l’iniziativa parlamentare. Ora, arrivati alla fase di attuazione del progetto, la decisione comunicata ieri dalla Commissione della sanità sembra ormai aver messo un punto finale alla vicenda. Anche il Consiglio federale si è già detto contrario a questa misura.
Qualche cambiamento
Rispetto all’idea iniziale di Weibel, la proposta della tassa ha cambiato volto durante l’iter parlamentare: il supplemento all’aliquota percentuale di 50 franchi (per ciascuna consultazione nei reparti di pronto soccorso degli ospedali) «verrebbe applicato non appena la persona assicurata supera la sua franchigia annua, indipendentemente dall’importo dell’aliquota percentuale già pagato. Sarebbero escluse da questa regolamentazione le persone che si recano al pronto soccorso su indicazione scritta di un medico, un centro di telemedicina, un farmacista o per il tramite di un numero cantonale per le urgenze, le persone portate al pronto soccorso da un’impresa di trasporto o di salvataggio, le donne incinte e i minorenni», ricordano i servizi del parlamento in un comunicato, precisando che la competenza per l’introduzione e l’attuazione di queste misure verrebbe attribuita ai singoli cantoni.
Decongestionare i reparti
La commissione della sanità degli Stati, pur riconoscendo la necessità di decongestionare i reparti di pronto soccorso, ritiene che la soluzione proposta sia una misura burocratica e inefficace, «se non addirittura controproducente».
Ad esempio, nelle regioni periferiche, così come al di fuori degli orari di apertura e durante i fine settimana, i reparti di pronto soccorso degli ospedali costituiscono spesso l’unico punto di riferimento in caso di emergenza. Oltre a ciò, si corre il rischio che le persone decidano di non recarsi al pronto soccorso per evitare di pagare la tassa: con il risultato che alcune consultazioni necessarie potrebbero essere posticipate o non aver luogo del tutto, compromettendo così la salute dei pazienti.
Cosa fare, dunque? Per i commissari degli Stati, bisogna «privilegiare soluzioni alternative, quali il miglioramento dei sistemi di triage, la promozione e la valorizzazione delle cure mediche di base e lo sviluppo delle competenze in materia di salute delle persone assicurate». Il plenum dovrà dire la sua (per l’ennesima volta) nel corso del mese di settembre, durante la sessione autunnale. Lo scoglio, agli Stati, questa volta appare però insormontabile.
