Svizzera

La tragedia di Crans-Montana «paralizza» l'agenda politica a Berna

Oggi, 5 gennaio, i partiti avrebbero dovuto riprendere le discussioni a Palazzo federale, dopo la pausa natalizia: ma le priorità, in questo momento, sono altre
©ANTHONY ANEX
Red. Online
05.01.2026 22:00

Generalmente, il primo lunedì di gennaio, dopo le feste, segna la ripresa dell'attività politica in Svizzera. Ma non questa volta. Oggi, 5 gennaio, i partiti avrebbero dovuto riprendere le discussioni, dopo la pausa natalizia. Quest'anno, però, la tragedia di Crans-Montana ha stravolto tutto. 

L'agenda politica, come sottolinea la Tribune de Genève, per le prossime settimane è vuota. Il discorso di Capodanno del presidente della Confederazione, Guy Parmelin, è stato rinviato a data da destinarsi. Al tempo stesso, il tradizionale aperitivo di inizio anno del Partito socialista, previsto per oggi, è stato annullato. A Berna, anziché cominciare il 2026 come da prassi, le bandiere su Palazzo federale rimarranno a mezz'asta per ancora qualche giorno. Venerdì 9 gennaio, infatti, in tutta la Svizzera è stata indetta una giornata di lutto nazionale. In segno di solidarietà, tutte le campane delle chiese svizzere suoneranno alle 14:00, all'inizio della cerimonia funebre a Crans Montana. A quell'ora, è previsto anche un minuto di silenzio in tutto il Paese. 

Anziché riprendere l'agenda da dove si erano interrotte le discussioni prima di Natale, il 9 gennaio il Consiglio federale  invierà una delegazione alla cerimonia commemorativa a Crans-Montana. Già negli scorsi giorni, Guy Parmelin e Beat Jans, ministro della Giustizia e della Polizia si erano già recati nella località vallesana, per portare il proprio sostegno alle persone colpite dalla tragedia. 

A questa cerimonia, secondo le indiscrezioni della Tribune de Genève, anche il presidente del Consiglio nazionale Pierre-André Page potrebbe prendere parte alla cerimonia. «Sono ovviamente pronto a recarmi sul posto, ma per ragioni di protocollo gli inviti dipendono dalle autorità cantonali. Dovrebbero pervenirci a breve», ha indicato Page che, per primo, ha seguito la strage da vicino.  «Il 1° gennaio mi trovavo ad Anzère, molto vicino a Crans Montana, quando ho saputo della tragedia. Mi sono subito messo in contatto con Guy Parmelin, che mi ha informato che sarebbe andato sul posto nel pomeriggio. D'intesa con lui e con Stefan Engler, presidente del Consiglio degli Stati, gli ho chiesto di esprimere anche a nome nostro tutta la solidarietà del Parlamento nei confronti delle vittime e dei loro cari», ha raccontato il presidente del Consiglio nazionale. Non solo. Pierre-André Page ha confessato di aver ricevuto moltissimi messaggi da numerosi Paesi. «A partire da lunedì, insieme a Stefan Engler, risponderemo a tutti e li ringrazieremo per il loro sostegno».

Nel frattempo, però, sotto la cupola federale ci si interroga. Sono ancora tante le domande senza risposta, su cui le indagini dovranno fare chiarezza. Soprattutto, però, ci si chiede come sia potuto accadere un dramma di questo tipo, proprio a Crans-Montana. 

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