Ladri di biciclette, ecco il giro di vite: «Servono sanzioni penali efficaci»

Ci vuole poco, a volte pochissimo. La e-bike posteggiata nel vialetto di casa, la bici lasciata per alcuni giorni in stazione. Poi la sorpresa: della bici, con o senza lucchetto, nessuna traccia. In Svizzera sono circa 50 mila i velocipedi che vengono rubati ogni anno. Solo nel 2025, il numero di furti di biciclette si è attestato a 25.272 unità, quello dei ciclomotori elettrici (come appunto le e-bike) a 25.873.
E in Ticino? Dalla statistica criminale di polizia (SCP) del 2025 emerge che i furti sono stati poco meno di un migliaio (944 in totale): le biciclette sottratte sono state 335, mentre i furti di e-bike hanno raggiunto un record pari a 609 ciclomotori elettrici. In questa categoria non ci sono solo le biciclette elettriche, ma anche monopattini elettrici ed e-scooter. L’aumento, rispetto all’anno precedente, è del 39%.
Cambiare marcia
Ora, c’è chi chiede di cambiare marcia. È il caso del consigliere nazionale Lukas Reimann (UDC/SG), che tramite una mozione chiede di «combattere efficacemente i furti di biciclette». Oggi, c’è una scappatoia: il furto d’uso. Si applica quando una persona utilizza «momentaneamente» un veicolo (in questo caso una bicicletta): non è un furto vero e proprio, né una «sottrazione di una cosa mobile» (reato presente nel codice penale).
Questo «furto d’uso di un veicolo» è regolato dall’articolo 94 della Legge sulla circolazione stradale:al capoverso 4 (proprio dove vuole intervenire Reimann) si legge che «è punito con la multa chiunque utilizza un velocipede senza averne diritto. Se l’autore è un congiunto o un membro della comunione domestica del possessore, il perseguimento penale è promosso solo a querela di parte».
Non solo una contravvenzione
Per il democentrista sangallese, «la scusa di aver semplicemente “trovato” o “utilizzato brevemente” una bicicletta o una e-bike è spesso sufficiente per evitare un procedimento penale più severo». L’attuale normativa sul furto d’uso, dunque, comporta sanzioni lievi in caso di furti di bici ed e-bike. Ovvero, solo una contravvenzione. I ladri di biciclette, a suo avviso, vanno puniti maggiormente: la mozione di Reimann chiede al Consiglio federale di prevedere «sanzioni penali efficaci in quanto infrazione», in particolare per chi si macchia del furto di biciclette o e-bike di alto valore negli spazi pubblici.
L’atto parlamentare è stato approvato tacitamente lo scorso 19 giugno dal Consiglio nazionale. Ora, per «colmare la lacuna normativa», dovranno esprimersi gli Stati. Il Consiglio federale, dal canto suo, propone di accogliere la mozione, senza aggiungere alcun commento in merito.
Aree urbane
Ma quali sono le zone del Ticino in cui avvengono più furti? «Il fenomeno risulta abbastanza trasversale con una concentrazione maggiore nelle aree urbane», ci spiegano dal Servizio comunicazione, media e prevenzione della polizia cantonale. A Lugano, per esempio, lo scorso anno sono sparite 167 e-bike e 107 biciclette.
La polizia tiene inoltre a precisare che tra i reati che entrano in linea di conto sono quelli di furto e danneggiamento, come anche la violazione di domicilio (quando si configura) o - come descritto in precedenza - il furto d’uso. Dal canto loro, le autorità tengono a precisare che «ogni caso è a sé stante per le sue dinamiche, i suoi fatti e le sue particolarità giuridiche. Le inchieste si sviluppano sulla base di numerose variabili seguendo le norme del Codice penale e del Codice di procedura penale».
Bande organizzate
Spesso, non è - come si suol dire - «l’occasione a rendere l’uomo ladro». Detto altrimenti, sono soprattutto bande organizzate - e non ladri occasionali - a compiere i furti di biciclette in Svizzera. È quanto emerge da un’analisi pubblicata negli scorsi mesi da Axa, il maggiore assicuratore danni in Svizzera, secondo cui le biciclette sempre più care e il numero sempre maggiore di e-bike in circolazione rappresentano un bottino sempre più appetibile per i ladri.
«Ad attirare l’attenzione dei ladri sono soprattutto le e-bike e le biciclette di alta gamma. Per quanto riguarda gli autori, ci si trova confrontati sia con singoli sia con sodalizi più strutturati. A tal riferimento possiamo aggiungere che le indagini hanno portato, nel corso degli ultimi anni, all’identificazione e all’arresto di alcuni gruppi attivi in questo genere di reato», indica la polizia cantonale. Il Ticino, tuttavia, stando ad Axa registra un tasso di furti inferiore rispetto ad altre regioni di frontiera, come Basilea.
I consigli delle autorità
Scoprire che la propria bicicletta o e-bike è stata rubata non è mai piacevole. Ma cosa fare in questi casi? In rete si può trovare un formulario della Polizia cantonale, da compilare prima di presentarsi «il prima possibile (massimo entro 24 ore) con il documento e gli allegati presso uno sportello della Polizia cantonale per formalizzare la denuncia», scrive la polizia, ricordando che eventuali ritardi potrebbero compromettere lo svolgimento degli atti d’inchiesta.
Tra i documenti da presentare c’è anche la fattura o almeno un giustificativo che certifica l’acquisto. Le autorità tengono a precisare pure che il formulario è solo un supporto. Molto si può però fare in anticipo, per evitare che avvenga il furto.
La polizia cantonale elenca sei suggerimenti: assicurare la bici con un «meccanismo di chiusura di qualità, incatenandola inoltre a una rastrelliera o a una costruzione fissa ed evitando di mettere il lucchetto solo alla ruota, in particolare quella anteriore (poiché più facile da rimuovere)», lasciare la bicicletta (o l’e-bike) in un luogo sorvegliato o in un locale che può essere chiuso a chiave; valutare l’installazione di un dispositivo con localizzazione GPS; notificare il furto il prima possibile; annotare i vari dati (telaio, marca, colore, nonché fotografie e prove d’acquisto) e infine «se parcheggiate la due ruote nei locali o nel cortile, assicuratevi che i cancelli del giardino e gli ingressi siano ben chiusi per rendere difficile l’accesso ai ladri».
La Prevenzione Svizzera della Criminalità (PSC) si spinge anche oltre, secondo la regola «Di più è meglio»: in un opuscolo informativo, consiglia di mettere anche due lucchetti sulla bici (fissando il telaio e la ruota posteriore a un’infrastruttura fissa come una rastrelliera). Oltre a ciò, propone di utilizzare servizi come il sito «www.velofinder.ch» per segnalare il furto.
