L'AVS ha fatto tredici, ma che ne pensano i partiti?

Il PS: «Ora rapida attuazione»
Il PS è entusiasta del risultato della votazione a favore della 13. AVS. È stata una vittoria del popolo, ha dichiarato la copresidente Mattea Meyer. Il partito ha chiesto una rapida attuazione. «La tredicesima AVS migliorerà la vita dei pensionati attuali e futuri», ha dichiarato la consigliera nazionale. Il sì è anche un mandato al Parlamento per proteggere il potere d’acquisto dei cittadini con misure concrete, scrive il partito. Dopo anni di privilegi fiscali per le grandi imprese, la maggioranza borghese deve finalmente rendersi conto che ora è il turno del popolo.
L’UDC: «Colpa del centro-sinistra»
Per l’UDC il sì è la «fattura dello spreco di denaro del Parlamento». Lo sperpero di miliardi di tasse all’estero e nel settore dell’asilo da parte del centro-sinistra è stato la causa della vittoria del sì, sostiene la formazione politica. Il partito si rammarica dell’approvazione dell’iniziativa. Non incolpa l’alleanza dei partiti borghesi per il No, ma i promotori dell’iniziativa. Il risultato sarà un deficit finanziario dell’AVS di cinque miliardi di franchi e toccherà alla classe media pagare.
Il PLR: «Come la finanziamo?»
Con l’approvazione della 13. AVS la Svizzera si trova ad affrontare un «rompicapo», secondo il PLR. Il finanziamento della misura non è ancora stato definito. Per il partito liberale-radicale, gli iniziativisti hanno «deliberatamente» evitato di parlare del finanziamento di questa misura. «La sinistra è responsabile di questa manovra disonesta e deve ora proporre soluzioni credibili», ha criticato il partito in una presa di posizione. Il PLR rifiuta di tassare ulteriormente il ceto medio ed esclude qualsiasi ulteriore aumento delle imposte per finanziare l’AVS.
Il Centro: «Accettiamo il verdetto»
Pur essendo contrario a una tredicesima AVS perché basata sul principio dell’«annaffiatoio», l’Alleanza del Centro accetta il verdetto delle urne. Il partito vuole ora mantenere al minimo l’onere aggiuntivo per la classe media. «La classe media è in prima linea quando si tratta di sostenere l’onere del finanziamento della 13. AVS. L’aumento dei contributi a carico dei dipendenti e l’aumento dell’IVA potrebbero indebolire notevolmente il potere d’acquisto dei lavoratori e della classe media», afferma Vincent Mitre, vicepresidente del partito.
Gli ambienti economici sono preoccupati
La direttrice di economiesuisse ha dichiarato di essere sorpresa dall’entità del «sì» all’iniziativa per la tredicesima AVS, ammettendo una «sconfitta». Monika Rühl è particolarmente preoccupata per la perdita del «contratto di solidarietà tra le generazioni». L’Unione svizzera degli imprenditori deplora l’accettazione dell’iniziativa, «che non soddisfa le esigenze e graverà inutilmente sull’AVS, le cui finanze sono già in difficoltà». Toni simili anche dall’Unione svizzera della arti e mestieri, mentre Swissmem teme costi aggiuntivi «di diversi miliardi» per le aziende e i consumatori.
I Verdi liberali: «Non migliorerà le pensioni»
I Verdi Liberali non ritengono che il sì migliorerà le pensioni. A loro avviso, solo la riforma della previdenza professionale potrà migliorare la situazione dei lavoratori a tempo parziale o con più impieghi. Le modifiche riguardanti il secondo pilastro potrebbero colmare le lacune pensionistiche di queste categorie, sostiene il partito, che si è battuto contro la 13. AVS.
I Verdi ticinesi: «Chiaro messaggio»
«Si tratta di una vittoria importante per la previdenza di molti pensionati, che vedranno migliorata la loro situazione, soprattutto nel nostro Cantone», scrivono i Verdi del Ticino. Inoltre, «dicendo no a un ulteriore aumento dell’età pensionabile, la popolazione lancia un chiaro messaggio per le future riforme dell’AVS».
La Lega: «Nessun aumento dell’IVA»
La Lega dei Ticinesi prende atto con soddisfazione dell’approvazione della 13. AVS sia in Ticino che a livello federale. Chiaro, da parte del movimento, dove bisognerà trovare i soldi per il finanziamento. «La Lega si opporrà ad aumenti dell’IVA come pure dei contributi riscossi dai lavoratori e dai datori di lavoro». I soldi andranno trovati tagliando i fondi sull’asilo, sulle prestazioni sociali agli stranieri, sugli aiuti all’estero, sui contributi all’UE ed all’Ucraina.