Le biblioteche svizzere cambiano, ma restano luoghi di incontro

La digitalizzazione non ha svuotato le biblioteche svizzere. Al contrario, mentre l’offerta di contenuti elettronici continua ad ampliarsi, le strutture mantengono una forte attrattiva come luoghi fisici di consultazione, studio, lavoro e incontro. Nel 2025 le biblioteche considerate dalla statistica nazionale hanno registrato complessivamente 29.334.324 ingressi.
Il dato emerge dalla Statistica delle biblioteche 2026, curata da Bibliosuisse con la realizzazione scientifica della ZHAW, l’Università di scienze applicate di Zurigo. All’indagine hanno partecipato 991 biblioteche accessibili al pubblico, un numero leggermente inferiore rispetto all’anno precedente. Il quadro che ne risulta descrive un settore in trasformazione, ma tutt’altro che marginale.
Più risorse elettroniche
Uno degli elementi più evidenti riguarda la crescita dell’offerta digitale. Nel 2025 il 60,26% delle biblioteche partecipanti disponeva di e-book, contro il 52,8% del 2024. La quota di strutture che offriva giornali elettronici ha raggiunto il 57,48%, rispetto al 50,4% dell’anno precedente.
La maggiore disponibilità di contenuti digitali si riflette anche nelle spese. Bibliosuisse segnala un aumento dei costi per i media elettronici, dovuto sia all’inflazione sia al numero crescente di biblioteche che acquistano e mettono a disposizione e-book, stampa digitale e letteratura scientifica. L’offerta, dunque, non si limita più al patrimonio collocato sugli scaffali, ma comprende banche dati, pubblicazioni online e servizi accessibili anche a distanza.
Le biblioteche continuano tuttavia a investire anche negli spazi fisici. Il patrimonio complessivo delle strutture partecipanti ammontava a 91.899.860 unità, di cui 56.686.761 pubblicazioni stampate. In media erano disponibili 59 postazioni di lavoro per biblioteca, in aumento rispetto agli anni precedenti. L’orario medio di apertura raggiungeva 31,5 ore settimanali: 41,4 nelle biblioteche scientifiche e 22,6 in quelle pubbliche.
Ingressi e prestiti in crescita
La frequentazione conferma il ruolo delle biblioteche come infrastrutture culturali e sociali. La media delle visite in presenza è salita a 44.387 per biblioteca, mentre gli utenti registrati sono stati in media 1.961. Anche i prestiti fisici medi hanno raggiunto un nuovo massimo, passando dai 44.034 del 2024 ai 44.704 del 2025.
A livello complessivo, la statistica indica 29.996.486 prestiti e 1.294.284 utenti attivi. Gli eventi, le visite guidate, i corsi e le attività formative organizzati dalle biblioteche sono stati 59.687, con 1.081.733 partecipanti. Il numero medio di partecipanti per struttura è però diminuito, da 1.828 a 1.779 secondo la serie storica riportata nella statistica; il dato suggerisce una lieve flessione della partecipazione media, pur in presenza di un’attività ancora molto ampia.
Le attività proposte comprendono eventi culturali, corsi, formazioni e iniziative realizzate anche in formato digitale. Sono conteggiate inoltre le attività organizzate da relatori o organizzazioni esterne all’interno delle biblioteche. Non vengono invece inclusi gli eventi riservati esclusivamente al personale.
Un settore sostenuto anche dal volontariato
La statistica censisce 6.885 dipendenti retribuiti, equivalenti a 4.232 unità di personale a tempo pieno, e 1.411 persone impegnate a titolo volontario. Nel 2025 l’82,86% dei collaboratori risultava retribuito, mentre il 17,14% prestava servizio gratuitamente. Le spese correnti medie ammontavano a 667.611 franchi per biblioteca.
Le differenze tra i vari tipi di struttura sono significative. Le biblioteche scientifiche hanno un orario medio di apertura più esteso e un’offerta elettronica più ampia: l’85,9% mette a disposizione banche dati, contro il 31,7% delle biblioteche pubbliche. Queste ultime presentano invece una quota maggiore di risorse umane nella distribuzione delle spese, mentre per le biblioteche scientifiche i supporti elettronici rappresentano una parte molto più consistente degli acquisti.
Il confronto con il passato va letto con cautela
Bibliosuisse invita a non interpretare automaticamente le variazioni rispetto agli anni precedenti come cambiamenti effettivi dell’intero panorama bibliotecario svizzero. Dal 2025 l’associazione professionale ha assunto la guida della statistica, affidandone la realizzazione alla ZHAW. In passato l’Ufficio federale di statistica elaborava stime riferite all’insieme delle biblioteche, compensando anche i dati mancanti.
La nuova analisi è invece descrittiva: gli indicatori sono calcolati direttamente sui dati comunicati e sottoposti a verifica di plausibilità dalle biblioteche partecipanti. Il tasso di partecipazione e la completezza delle risposte possono inoltre variare a seconda del tipo di struttura e del singolo indicatore. Per questo, le differenze tra le pubblicazioni attuali e quelle precedenti possono dipendere sia dall’evoluzione reale delle biblioteche sia dalla diversa metodologia e dalla composizione del campione.
Il messaggio centrale resta comunque chiaro. La biblioteca svizzera sta diventando più digitale senza trasformarsi in un servizio esclusivamente virtuale: amplia i propri contenuti online, ma continua a essere frequentata come spazio pubblico, accessibile e condiviso.
