Il caso

Le On di Roger Federer e la croce svizzera: quell'aiuto arrivato dalla Cina

Pechino, scrive il Blick, sarebbe intervenuto direttamente per favorire una soluzione amichevole della diatriba che opponeva il marchio di calzature e l'associazione Swissness Enforcement, che aveva segnalato il produttore alle autorità cinesi
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Red. Online
29.03.2026 19:30

Simbolica, ancorché cruciale. Parliamo della vittoria ottenuta dal marchio di scarpe sportive On, con sede a Zurigo, in merito all'uso della croce svizzera sulle proprie calzature. L'Istituto federale della proprietà intellettuale (IPI) ha infatti deciso di rendere meno rigide le norme in materia. L'azienda, ricordiamo, da tempo è accusata di non essere «abbastanza» svizzera, producendo in Asia, e a suo tempo era pure stata segnalata alle autorità cinesi da Swissness Enforcement e dall'Istituto federale della proprietà intellettuale per l'uso della bandiera elvetica, con Pechino che aveva avviato un'indagine preliminare tramite l'Autorità di sorveglianza del mercato per verificare, citiamo, «in quali condizioni il diritto cinese autorizza l'utilizzo della croce svizzera su prodotti non fabbricati in Svizzera». 

La domanda, scrive oggi il Blick, per mesi era una soltanto: detto che le scarpe sono creazioni svizzere in termini di design e ingegneria, essendo prodotte nel Sudest asiatico possono fregiarsi dell'emblema della Confederazione? La cosiddetta Swissness, d'altro canto, non è soltanto un'indicazione di provenienza, ma anche una garanzia di qualità superiore nel mondo dei beni di consumo. I coltellini svizzeri Victorinox, gli orologi, il cioccolato e il Gruyère ne sono gli esempi più significativi, ribadisce il Blick.

Non c’è da stupirsi che altre aziende si siano messe di traverso. Come ha potuto un marchio che, fra le altre cose, può vantare Roger Federer come azionista, agire in una zona grigia, per non dire peggio? La controversia, dicevamo, ha coinvolto pure la Cina. L'estate scorsa, un'associazione chiamata Swissness Enforcement ha incaricato degli avvocati di verificare la legalità dell'uso della croce svizzera sulle scarpe On vendute appunto in Cina. Un affronto per On. Swissness Enforcement è sostenuta dall’Istituto di proprietà intellettuale e agisce, quindi, quasi come un attore statale. Un attore che ha denunciato, in uno dei mercati in crescita più importanti, un'azienda elvetica. Il tutto mentre dall'altra parte dell'Atlantico Donald Trump ha scatenato una vera e propria guerra commerciale introducendo dazi pesantissimi per la Svizzera. Parentesi: On, in Cina, ha espressamente aggiunto la dicitura «Swiss Engineering» per chiarire che la scarpa non è «Swiss made» ma è stata sviluppata in Svizzera.

La controversia tra Swissness Enforcement e il produttore di calzature in merito all’interpretazione della legge sulla protezione dei marchi si è protratta per mesi. Swissness Enforcement ha fatto riferimento a una disposizione secondo cui un prodotto deve essere fabbricato per il 60% in Svizzera, mentre On ha sempre ribadito che il design e la ricerca sono elementi degni di «svizzeritudine». Secondo quest'ultima interpretazione, le diciture «Swiss Design», «Swiss Handicraft» o «Swiss Knowhow» sarebbero del tutto legittime, a condizione che tali criteri siano pienamente soddisfatti nella Confederazione. La vicenda ha suscitato irritazione anche in Cina. Secondo alcune fonti, consultate dal Blick, le autorità cinesi sarebbero addirittura intervenute, invitando il gruppo e la Confederazione, tramite l'Ambasciata e l'attaché economico, a trovare una soluzione amichevole. Pechino, secondo logica, non aveva alcun interesse a togliere la croce svizzera a On. In generale, la Confederazione è considerata un partner amichevole, con cui fra l'altro combattere la contraffazione. 

Da parte sua, il gruppo On ha messo in atto una mossa astuta chiedendo un chiarimento direttamente ai tribunali elvetici. E la strategia ha dato i suoi frutti: l’IPI ha deciso di allentare i criteri. Detto in altri termini, il produttore di calzature può apporre la croce svizzera tra le parole «Swiss» e «Engineering», ma questa croce non dovrà essere più grande del testo. Un allentamento che capita a fagiolo, verrebbe da dire, dal momento che l'azienda è in piena crescita, motivo per cui sta (anche) rafforzando la propria dirigenza. I due co-fondatori, David Allemann e Caspar Coppetti, ricopriranno d'ora in poi congiuntamente la carica di co-amministratori delegati. La decisione dell'IPI, d'altro canto, in un certo senso rappresenta un ritorno alle origini: le prime scarpe On sfoggiavano tutte la croce svizzera, comprese quelle vendute in Svizzera.