Pro Infirmis

Le persone con disabilità in Svizzera «continuano a essere escluse»

I risultati sottolineano l'importanza di rafforzare le misure a favore dell'inclusione. «Questo studio dimostra che l'inclusione è ancora lungi dall'essere una solida realtà per le persone con disabilità — La Confederazione e i Cantoni hanno ancora molto lavoro da fare», ha dichiarato Manuele Bertoli, co-presidente di Pro Infirmis
Ats
12.06.2026 12:32

Pro Infirmis traccia un quadro preoccupante dell'inclusione delle persone con disabilità in Svizzera. Nella seconda edizione del suo indice in materia, pubblicato oggi, l'organizzazione sottolinea che permangono numerosi ostacoli in diversi ambiti della vita quotidiana. Circa quattro persone con disabilità su cinque dichiarano di sentirsi fortemente escluse in almeno un ambito della vita. Alcuni intervistati rilevano lievi miglioramenti nella percezione sociale della disabilità, ma ritengono che gli ostacoli rimangano significativi.

La politica, il lavoro e la mobilità risultano essere gli ambiti più problematici. Circa tre persone con disabilità su quattro non si sentono sufficientemente rappresentate in politica. Quattro su cinque giudicano inoltre scarse le loro possibilità di trovare un impiego nel mercato del lavoro ordinario. Infine, due persone su cinque si sentono limitate nell'utilizzo dei trasporti pubblici. Per Manuele Bertoli, copresidente di Pro Infirmis, questi risultati dimostrano che l'inclusione è ancora ben lungi dall'essere una realtà consolidata nella vita quotidiana delle persone con disabilità. La Confederazione e i Cantoni hanno ancora molto lavoro compiere, a suo avviso.

Unico studio nazionale rappresentativo dedicato a questo tema, l'indice di Pro Infirmis analizza il modo in cui gli interessati percepiscono la propria inclusione in dieci ambiti della vita.