L'Ebola preoccupa sempre di più, ma «al momento il rischio per la Svizzera è basso»

Con il passare delle ore desta sempre più preoccupazioni l’epidemia di Ebola che nella Repubblica Democratica del Congo ha già causato oltre 100 morti e infettato centinaia di persone. L’Organizzazione mondiale sanità (OMS) si aspetta un aumento dei casi anche alla luce del fatto che le prime diagnosi sono avvenute in ritardo. Il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, quest’oggi ha spiegato che «ci sono diversi fattori che giustificano una seria preoccupazione per il potenziale di ulteriore diffusione e ulteriori decessi. Prima di tutto, oltre ai casi confermati di Ebola, ci sono quasi 600 casi sospetti e 139 decessi sospetti. Ci aspettiamo che questi numeri continuino ad aumentare, dato il lasso di tempo nel quale il virus ha circolato prima che l'epidemia fosse rilevata». E ha aggiunto: «L'epidemia si è estesa, con casi riportati in diverse aree urbane. Inoltre, sono stati riportati decessi tra i lavoratori sanitari, indicando una trasmissione associata all'assistenza sanitaria». L'attuale epidemia è causata dal virus Bundibugyo, un ceppo dell'Ebola per il quale non esiste una terapia efficace e neppure un vaccino. Si stima abbia una letalità del 50% e si trasmette attraverso i fluidi corporei di uomini e animali infetti.
Alla luce di uno scenario tanto preoccupante, che ha spinto l’OMS ha dichiarare l’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale, abbiamo contattato l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), per capire quali sono attualmente i rischi per la Confederazione.
Le autorità sanitarie elvetiche sono «in contatto con i partner nazionali e internazionali e stanno monitorando attentamente la situazione». L'UFSP, nello specifico, sottolinea come la valutazione dei rischi per il nostro Paese sia «costante», anche se «al momento, non vi sono indicazioni di alcun pericolo in Svizzera. L'OMS ha classificato la diffusione a livello internazionale come bassa».
L’UFSP, inoltre, è «in contatto con gli aeroporti svizzeri e coordina, se necessario, le misure da adottare all'interno della rete aeroportuale per tutelare la salute dei viaggiatori. Al momento, non sono previste né giustificate misure specifiche per il virus Ebola». E ancora: «Ogni aeroporto in Svizzera dispone di un piano di emergenza per affrontare una malattia che può essere trasmessa a bordo di un aereo o in aeroporto. Dal 2019, gli ospedali universitari di Ginevra e Zurigo sono i centri di riferimento per il virus Ebola e le malattie correlate (Marburg, Lassa, Crimea-Congo, Hantavirus e vaiolo). Dispongono delle infrastrutture necessarie (unità di isolamento) e di personale medico qualificato per curare i pazienti in caso di emergenza». In ogni caso, l’Ufficio federale della sanità pubblica è in contatto con l'OMS e «altre organizzazioni internazionali, nonché con ospedali di riferimento ed esperti in Svizzera». Al momento, in Svizzera non sono in vigore misure per la popolazione generale in relazione all'epidemia nella Repubblica Democratica del Congo.
