Svizzera

Legge federale sull’energia nucleare, referendum riuscito

La Cancelleria federale ha constatato che 78.922 delle firme depositate sono valide
© KEYSTONE (AP Photo/Ted Shaffrey)
Red. Online
19.10.2026 14:40

Il referendum contro la modifica della legge federale sull’energia nucleare (LENu) è riuscito. Il 6 ottobre 2026, il comitato referendario ha presentato 79.479 firme per il referendum contro la modifica del 19 giugno 2026 della legge federale sull’energia nucleare (LENu).  La Cancelleria federale ha constatato che 78.922 delle firme depositate sono valide. Il referendum è dunque formalmente riuscito.

Il popolo svizzero sarà quindi chiamato alle urne per esprimersi sulla costruzione di nuove centrali atomiche. Gli aventi diritto potrebbero votare sulla modifica legislativa al più presto il 28 febbraio 2027.

Nella sessione estiva le Camere federali hanno approvato il controprogetto indiretto del Consiglio federale all'iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)». Esso prevede di revocare il divieto di costruire nuove centrali nucleari attualmente in vigore in Svizzera.

Secondo la coalizione «No alle nuove centrali nucleari», che riunisce i Verdi, il PS, il PVL, una parte del Centro e una trentina di organizzazioni come l'Associazione traffico e ambiente (ATA), il WWF, Greenpeace, Pro Natura e Swissolar, con questo progetto governo e Parlamento ignorano la volontà popolare. A suo avviso infatti, i cittadini si sono già chiaramente espressi a tre riprese a favore di un futuro basato sulle fonti rinnovabili: attraverso l'adozione della Strategia energetica 2050 nel 2017, della legge sulla protezione del clima nel 2023 e della legge sull'elettricità nel 2024.

I rischi legati all'atomo sono invece considerati troppo elevati dagli oppositori della normativa rivista, preoccupati dai catastrofici incidenti di Fukushima e Cernobyl. La Svizzera inoltre diventerebbe più dipendente dall'estero e dalle importazioni (per esempio dall'uranio russo), hanno evidenziato i fautori del referendum, senza dimenticare i costi miliardari necessari per la costruzione di una centrale.