Svizzera

Legge sul materiale bellico, spunta un ricorso del PS

Il partito sostiene che l'opuscolo informativo contenga «informazioni ingannevoli»: un reclamo analogo era già stato presentato dal partito alla Cancelleria federale che lo aveva respinto
© CdT/Gabriele Putzu
Ats
30.10.2026 11:39

Il PS svizzero ha presentato ieri sera un ricorso presso la Cancelleria di Stato zurighese in merito alla votazione federale sulla legge concernente il materiale bellico, sulla quale il popolo è chiamato a esprimersi il 29 novembre. Il partito sostiene che l'opuscolo informativo contenga «informazioni ingannevoli». Un reclamo analogo era già stato presentato dal partito alla Cancelleria federale che lo aveva respinto.

Il ricorso è stato presentato nel cantone di Zurigo in quanto la copresidente del partito socialista Mattea Meyer è domiciliata a Winterthur, ha comunicato oggi lo stesso PS, precisando che la consigliera nazionale figura, insieme alla formazione politica, come ricorrente.

Il PS contesta due punti che, a suo avviso, riguardano aspetti essenziali della votazione: le conseguenze sulla guerra in Ucraina e le attuali restrizioni in materia di esportazione legate ai diritti dell'uomo.

Nel testo dell'opuscolo - denuncia il PS - viene stabilito un nesso diretto tra la guerra di aggressione condotta dalla Russia nei confronti dell'Ucraina e l'allentamento della legge sul materiale bellico. Ciò può indurre a credere che Kiev, nel caso in cui il popolo approvasse la riforma, beneficerebbe di tale allentamento, il che non è il caso.

Nella sua contestazione, il PS ha inoltre criticato un altro punto ossia l'affermazione del Consiglio federale, secondo la quale le autorizzazioni di esportazioni dovranno continuare a essere sempre compatibili con i diritti dell'uomo e gli altri impegni internazionali. Questa spiegazione - sottolinea il partito - suggerirebbe che i criteri di esclusione legati alle violazioni dei diritti umani continuerebbero ad applicarsi senza restrizione.

La Cancelleria federale ha respinto il ricorso. Precisa che in nessun momento si afferma che l'Ucraina potrebbe beneficiare delle modifiche legislative e ricevere, direttamente o indirettamente, materiale bellico proveniente dalla Svizzera.

Riguardo al secondo punto, ha indicato che l'opuscolo di voto precisa chiaramente che il Consiglio federale può derogare al divieto assoluto, attualmente in vigore, di fornire armi a Stati che commettono gravi violazioni dei diritti umani, purché ciò sia «compatibile con gli interessi di politica estera o di politica di sicurezza».

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