Il caso

L'esodo infermieri verso la Svizzera ha aumentato la mortalità negli ospedali tedeschi

Lo rivela uno un nuovo studio del Centro per la Ricerca Economica Europea (Zew) e dell'Istituto Ifo
Ats
12.01.2026 12:13

La mortalità negli ospedali tedeschi al confine elvetico è aumentata del 4,4% a causa dell'esodo del personale infermieristico verso la Svizzera. Lo rivela uno un nuovo studio del Centro per la Ricerca Economica Europea (Zew) e dell'Istituto Ifo. «La carenza di personale infermieristico ha colpito principalmente i pazienti anziani e le emergenze. Il loro tasso di mortalità è aumentato. Ciò è associato a una stagnazione dell'aspettativa di vita nelle regioni colpite al confine con la Svizzera, mentre è aumentata nel resto della Germania», afferma l'autore dello studio Oliver Schlenker. In media, gli ospedali tedeschi nella regione al confine con la Confederazione hanno perso circa il 12% del personale infermieristico rispetto a distretti simili nell'entroterra del paese. Ogni punto percentuale di questo calo ha ridotto l'intensità delle cure di circa lo 0,8% per paziente, la probabilità di intervento chirurgico dell'1,0% e ha aumentato la probabilità di morte dello 0,4%. «Per i pazienti con sepsi e infarto, la mortalità è aumentata rispettivamente dell'11,6% e del 17,7%. L'aspettativa di vita nella regione di confine è diminuita di circa 0,3 anni di vita statistici rispetto a distretti simili nell'entroterra del paese», afferma Schlenker. Nel 2011, molti infermieri tedeschi residenti vicino al confine hanno iniziato a lavorare in Svizzera. Il motivo: un franco svizzero costantemente forte, unito alla stagnazione dei salari contrattuali in Germania. In combinazione con il costo della vita invariato in Germania, l'elevata domanda di personale nella Confederazione e la stagnazione dei salari nei nosocomi tedeschi ha reso attraente cambiare lavoro, soprattutto per il personale infermieristico diplomato. A causa della carenza di personale infermieristico, anche gli ospedali delle regioni tedesche colpite hanno iniziato a dare priorità ai pazienti in base alle loro esigenze mediche e, in particolare, a ridurre gli interventi chirurgici non urgenti («triage»). Lo studio si è basato su vari set di dati rappresentativi degli uffici di statistica tedesco e svizzero, tra cui statistiche sui frontalieri, statistiche ospedaliere tedesche e dati regionali. La ricerca ha esaminato tutti i casi di degenza ospedaliera in un periodo di dodici anni (dal 2006 al 2017) per determinare l'impatto della carenza di lavoratori qualificati sulla mortalità e sull'aspettativa di vita.