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L’eterno ritorno delle teorie cospirative sull’acceleratore di particelle del CERN

In Rete si sono riaccese le teorie cospirative secondo cui l’impianto sarebbe stato in grado di creare realtà parallele o modificare la nostra dimensione spazio-temporale
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Facta.News
19.07.2026 06:00

Dopo lo spegnimento dell’acceleratore di particelle dell’Organizzazione europea per la ricerca nucleare (CERN), il 29 giugno, per la sua manutenzione e ammodernamento, in Rete si sono riaccese le teorie cospirative secondo cui l’impianto sarebbe stato in grado di creare realtà parallele o modificare la nostra dimensione spazio-temporale. 

La funzione principale del principale acceleratore di particelle del CERN, noto con il nome di Large Hadron Collider (LHC), e situato a Ginevra, però, è un’altra: quella di accelerare protoni e ioni fino a raggiungere quasi la velocità della luce, con lo scopo di studiarne le collisioni per capire di cosa è fatto l'universo e come funziona. Ma da anni ormai circolano le teorie più variegate sul funzionamento dell’LHC e soprattutto sul suo obiettivo che, stando ai contenuti condivisi sui social, sembra essere segreto, oscuro e misterioso.

Il ritorno alla dimensione spazio-temporale «di prima»

Nei giorni successivi allo spegnimento dell’acceleratore LHC, alcuni utenti online hanno sostenuto che il tempo fosse tornato «lento come prima» e che si potesse finalmente dormire meglio. Tutto questo per via dello spegnimento dell’acceleratore che fino al 29 giugno avrebbe alterato la nostra realtà spazio-temporale.

È un’interpretazione falsa. Innanzitutto, non è la prima volta che l’LHC viene spento, ma la terza. L’ultimo spegnimento di giugno 2026 ha preso infatti il nome di Long Shutdown 3 e si prevede durerà circa quattro anni. Come si legge sul comunicato stampa dello stesso CERN, lo spegnimento è stato programmato per dare il via a un importante programma di potenziamento in preparazione alla messa in funzione dell’LHC ad alta luminosità (HiLumi), che dovrebbe avvenire a metà del 2030. Inoltre, l’LHC non è in grado di alterare la nostra dimensione spazio temporale. 

La creazione di un buco nero

Da anni invece circola la teoria che acceleratori di particelle come il Large Hadron Collider (LHC) possano creare fenomeni catastrofici, come creare un buco nero capace di inghiottire la Terra.

La teoria è priva di alcun fondamento scientifico. LHC non è in grado di concentrare abbastanza energia da generare un buco nero. Alcune tesi infondatei sostengono che un acceleratore come l’LHC possa produrre fino a un microbuco nero al secondo. Ma anche assumendo che ciò sia possibile, più un buco nero è piccolo, più rapidamente evapora a causa dell'emissione della radiazione di Hawking. In pratica, questi ipotetici microbuchi neri scomparirebbero quasi istantaneamente, prima ancora di poter rappresentare un qualsiasi pericolo.

La comunicazione con altre dimensioni 

Sempre anni fa si è diffusa in Rete la storia secondo cui gli scienziati del CERN comunichino con entità provenienti da altre dimensioni e stiano cercando di aprire un portale.

La notizia è falsa. La storia si è originata con l’affermazione dell'ex dirigente del CERN Sergio Bertolucci, che nel 2009 parlò in modo ipotetico di una «porta» creata dal Large Hadron Collider, senza mai menzionare entità di altre dimensioni. L’istituto di ricerca CERN ha successivamente chiarito che il fenomeno ipotizzato sarebbe stato estremamente breve e privo di effetti significativi sulla Terra.

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