Licenziato, ma ancora CEO: il profilo LinkedIn di Laurent Freixe che non piace a Nestlé

Nestlé, che succede? Il colosso del settore agroalimentare, al momento, vanta ben due amministratori delegati. Impossibile, dite? In effetti, al comando – dopo l’uscita di Laurent Freixe – c’è Philipp Navratil. Eppure, come scrive il Blick, digitando «CEO Nestlé» su LinkedIn appaiono (ancora) due nomi. Quello dell’ex e quello dell’attuale numero uno. Peccato che Freixe, appunto, abbia lasciato il gruppo da mesi per via di una sua relazione sentimentale con una dipendente.
Su LinkedIn, tuttavia, nulla indica l'avvenuto cambiamento: sotto le rispettive foto profilo, infatti, compare la dicitura «Chief Executive Officer at Nestlé S.A.». Ancora più sorprendente, la biografia di Laurent Freixe indica: «Chief Executive Officer, settembre 2024 – oggi, 1 anno e 6 mesi». Con oltre 60 mila follower, ne conta circa 20 mila in più del suo successore. Nessuno, sulla piattaaforma, lo ha avvisato di correggere l'informazione. Errata.
Internamente, scrive sempre il Blick, Nestlé avrebbe esercitato pressioni affinché Freixe modificasse la dicitura. In via ufficiale, il colosso si è rifiutato di commentare la vicenda. Ma, secondo le fonti consultate dal quotidiano zurighese, il dirigente francese avrebbe sempre risposto no alle sollecitazioni dell'azienda circa l'aggiornamento del profilo LinkedIn.
Interrogata in merito, Susanne Mueller-Zantop – esperta di reputazione e consulente per dirigenti d'azienda – ha parlato di una situazione inaccettabile. A maggior ragione se pensiamo che Freixe è stato licenziato in tronco. «Laurent Freixe non si sta facendo un favore. Ha già dato prova di leggerezza con la verità, ora sta facendo la stessa cosa su LinkedIn». Ovvero, sta mentendo. Anche senza un team di comunicazione ad affiancarlo, la soluzione sarebbe semplice: «Come sul sito di Nestlé, gli basterebbe indicare former CEO (ex direttore generale, ndr) e adattare la sua presentazione».
Con il passare del tempo, i profili LinkedIn hanno quasi sostituito i biglietti da visita. In Svizzera, in particolare, la piattaforma gioca un ruolo centrale nel reclutamento, ha sottolineato al Blick Matthias Mölleney, specialista in risorse umane ed ex direttore HR di Swissair. «Dal giovane laureato al quadro superiore, una presenza curata su LinkedIn è determinante». I dirigenti, in particolare i direttori generali, non godono quindi di una libertà totale sulla rete. «Ciò che viene pubblicato rientra certamente nella sfera privata» ha precisato Mölleney. «Ma i dipartimenti di comunicazione tengono in genere un occhio attento su ciò che il CEO diffonde».
