La tragedia

L'inchiesta sull'incendio di Crans-Montana arriva fino a Mark Zuckerberg

La Procura vallesana chiede a Meta tutti i contenuti - pure commenti di terzi - pubblicati sui profili Facebook dei Moretti e del bar Le Constellation: gli account erano stati cancellati da Jessica dopo la tragedia
©Keystone/Cyril Zingaro
Michele Montanari
10.03.2026 10:44

L’inchiesta sull’incendio di Crans-Montana arriva fino a Mark Zuckerberg. O meglio, fino alla società di cui è presidente e CEO, la Meta Platforms Inc, con sede a Menlo Park, in California. Il motivo? Cercare di recuperare gli account Facebook di Jacques e Jessica Moretti, nonché quelli del bar Le Constellation, cancellati in seguito al devastante rogo che la notte di Capodanno ha causato la morte di 41 persone e il ferimento di altre 115.

La richiesta «urgente» di rogatoria internazionale è stata inoltrata in data 26 febbraio dal Ministero pubblico del Canton Vallese alle autorità giudiziarie competenti statunitensi, con l’obiettivo di recuperare il materiale legato al bar Le Constellation eliminato dal social network dopo la tragedia.

Il CdT è entrato in possesso del documento inoltrato dalla magistratura di Sion. Nello specifico, la Procura chiede tutti i contenuti pubblicati su 8 profili (ora cancellati), tra i quali spiccano quelli personali di Jacques e Jessica Moretti, nonché alcuni legati proprio al bar Constellation. Uno, ad esempio, è quello denominato «Old Constellation», finito agli onori della cronaca nei primi giorni di gennaio, dal quale – prima della disattivazione – erano state recuperate alcune immagini che mostravano i lavori di ristrutturazione effettuati da Jacques Moretti nel locale, nel 2015. Tutti i profili, precisa la Procura, «sono stati disattivati da Jessica Moretti» il primo gennaio del 2026, poche ore dopo la tragedia.

I magistrati di Sion intendono avere accesso a tutti i post «relativi ai lavori svolti nel locale, nonché alle attività organizzate durante gli eventi», ma anche a «qualsiasi commento» relativo ai lavori, ai materiali utilizzati e alle lacune legate alla sicurezza. Tutti questi contenuti, scrive ancora la Procura, potrebbero «contribuire a stabilire la verità».

Nel documento si legge: «Su questi account, (i Moretti, ndr) hanno pubblicato sia foto di lavori svolti nel loro locale (in particolare l'installazione di schiuma fonoassorbente sul soffitto da parte di Jacques Moretti) sia di eventi (ad esempio, il “corteo” con le bottiglie su cui venivano applicate candele pirotecniche)».

La Procura non mira solamente a ottenere informazioni sui gerenti del bar Le Constellation, ma pure a individuare eventuali responsabili che potrebbero avere avuto un ruolo nella tragedia. Citiamo ancora dalla missiva inviata alle autorità americane: «Vi sono motivi di ritenere che il Comune abbia mancato al suo dovere di far rispettare le varie normative di sua competenza al fine di salvaguardare la vita e l'incolumità fisica dei clienti del bar Le Constellation. Allo stato attuale delle indagini, tali lacune potrebbero essere attribuite sia ai dipendenti attuali che a quelli passati, nonché ai membri del Consiglio comunale». Eventuali commenti lasciati sulle pagine Facebook da terzi potrebbero essere significativi per le indagini, in quanto le autorità vallesane intendono entrare in possesso del «contenuto completo delle pagine». Quindi, tutte le «informazioni pubblicate, i messaggi, i profili, i commenti di account collegati o connessi» agli 8 profili Facebook, «nel periodo che va dal primo gennaio 2014 al 16 gennaio 2026».

La Procura, infine, precisa che la Polizia cantonale vallesana ha già contattato Meta (il 16 gennaio, attraverso Facebook) per chiedere la «conservazione dei contenuti dei suddetti account per il periodo indicato».

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