L'iniziativa «200 franchi bastano!» divide gli svizzeri, ma il «sì» è in lieve vantaggio

L'iniziativa popolare «200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)» continua a dividere gli svizzeri: se si fosse votato a metà gennaio, avrebbe raccolto il 50% di «sì», davanti a un 48% di contrari. È quanto emerge da un sondaggio pubblicato oggi da 20 Minuten e Tamedia.
Il drastico taglio del canone sarebbe stato ampiamente sostenuto dai simpatizzanti dell'UDC (85%) e, in misura minore, del PLR (55%). Sarebbe invece stato bocciato dalla maggioranza di quelli del Centro, dei Verdi liberali, del PS e dei Verdi.
Non vi sono differenze significative tra donne e uomini né tra le regioni linguistiche. Il sostegno al testo è particolarmente forte nelle zone rurali, tra le persone che hanno completato solo la scuola dell'obbligo, tra chi ha redditi bassi e tra i giovani.
Sono due gli argomenti che fanno particolarmente breccia tra i sostenitori: costringere la SSR a concentrarsi sulla sua missione primaria, ovvero l'informazione in tutte le lingue nazionali, e dimezzare quello che è uno dei canoni radiotelevisivi più alti al mondo.
Piace imposizione individuale
Decisamente più consistente il sostegno ad un altro tema in votazione popolare il prossimo 8 marzo: l'imposizione individuale. L'oggetto avrebbe raggiunto il 64% di consensi, raccogliendo voti dai simpatizzanti di tutti i partiti, da ambo i sessi, in tutte le regioni linguistiche, le fasce d'età e tutti i livelli di formazione e di reddito.
Per i sostenitori, un argomento centrale è che garantisce un'equità fiscale per tutti, indipendentemente dallo stato civile e dal sesso.
Garantire denaro contante
Fa breccia anche l'iniziativa popolare «Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote», che sarebbe stata sostenuta dal 62% dei votanti. Il testo piace in maniera trasversale a simpatizzanti del PS, del Centro, del PLR e dell'UDC. Non convince invece quelli dei Verdi e dei Verdi liberali (PVL).
Riscuote il sostegno di donne e uomini in egual misura ed è inoltre approvato in tutte le regioni linguistiche, nelle zone urbane e rurali, nonché in tutte le fasce d'età. Non è sostenuto da chi ha seguito studi superiori e da chi ha un reddito elevato, con uno stipendio mensile superiore a 16'000 franchi.
Il 58% avrebbe inoltre accolto anche il controprogetto diretto del Consiglio federale. A sostenerlo ci sono tutti i partiti, tranne la base dell'UDC. Si profila una maggioranza in tutte le regioni linguistiche e le fasce di età.
No a fondo per il clima
Niente da fare invece per il fondo per il clima: l'iniziativa popolare che ne chiede l'istituzione sarebbe stata bocciata dal 59% degli aventi diritto di voto. Chiaramente sostenuta dai simpatizzanti dei Verdi e del PS, verrebbe invece respinta da quelli di PVL, Centro, PLR e UDC.
Il testo non ottiene la maggioranza in nessun gruppo sociale preso in considerazione dal sondaggio. Si osservano tuttavia notevoli differenze nelle intenzioni di voto in base al sesso, al tipo di abitazione e al livello di istruzione: le donne, gli elettori che vivono in zone urbane e le persone in possesso di un diploma universitario sono più favorevoli.
Il sondaggio è stato condotto il 14 e 15 gennaio dall'istituto Leewas, su 16'198 persone, 12'088 nella Svizzera tedesca, 3759 in Romandia e 351 in Ticino. Il margine di errore è di 1,4 punti percentuali.