Votazioni

L’iniziativa sull’alimentazione rischia di essere già alla frutta

Il 27 settembre la popolazione si esprimerà sulla richiesta di aumentare il tasso di autoapprovvigionamento netto: oggi è al 45% e l’obiettivo è di raggiungere il 70% puntando su alimenti vegetali – La proposta non convince nemmeno PS e Verdi
© CdT/Gabriele Putzu
Luca Faranda
03.09.2026 06:00

Il prossimo 27 settembre la popolazione svizzera è chiamata alle urne per votare sull’iniziativa popolare «Per un’alimentazione sicura - mediante il rafforzamento di una produzione nazionale sostenibile, più derrate alimentari vegetali e acqua potabile pulita». Ecco le risposte alle principali domande.

1 Che cosa chiede l’iniziativa sull’alimentazione?

L’iniziativa chiede di aumentare la produzione di derrate alimentari prodotte in Svizzera e ridurre la dipendenza dall’estero. Per raggiungere questo obiettivo, l’agricoltura svizzera dovrà produrre meno alimenti di origine animale e più alimenti vegetali. Più legumi, cereali e ortaggi, dunque, e meno carne. L’iniziativa mira inoltre a migliorare la protezione dell’ambiente e dell’acqua potabile, nonché a preservare la fertilità del suolo e la biodiversità. Gli agricoltori dovranno utilizzare meno prodotti fitosanitari e concimi.

2 Quali sono gli obiettivi dell’iniziativa?

«La Confederazione si adopera affinché il grado di autoapprovvigionamento netto sia di almeno il 70%», si legge nel testo dell’iniziativa. Oggi, a titolo di confronto, l’agricoltura svizzera produce in media il 45% delle derrate alimentari consumate nel Paese. Per incrementare questa quota al 70%, Berna deve promuovere un’alimentazione di origine vegetale. Ciò significa che anche l’agricoltura e la filiera alimentare andranno orientate in tal senso. Oltre a ciò, la Confederazione deve provvedere alla conservazione degli ecosistemi e della biodiversità: ad esempio, non ammettendo più il superamento dei valori massimi per i composti azotati e il fosforo (presenti nei concimi agricoli), «il cui rispetto è essenziale per la qualità dell’acqua e la fertilità del suolo». Un eccesso di fosforo può infatti comportare effetti negativi sull’ambiente, spiega l’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG), aggiungendo che anche la soglia di sopportabilità degli ecosistemi nei confronti di questi composti azotati attualmente «è nettamente superata».

3 Gli obiettivi annunciati sono vincolanti?

Ciò è oggetto di discussione e anche di ricorsi. Nelle disposizioni transitorie viene indicato che i nuovi requisiti costituzionali devono essere soddisfatti entro dieci anni dalla loro approvazione. Pertanto, per il Governo e la Cancelleria federale, ciò «va inteso come un obiettivo vincolante». I promotori, dal canto loro, ritengono che non lo sia. Sempre stando alle disposizioni transitorie, «gli adeguamenti necessari alla produzione agricola sono concepiti in modo da essere socialmente accettabili e sono sostenuti finanziariamente dalla Confederazione». Pertanto, Berna dovrà sovvenzionare l’agricoltura (ad esempio tramite i pagamenti diretti) per permettere questo cambio di passo e riorientare la produzione e il consumo verso alimenti vegetali.

4 Chi ha lanciato l’iniziativa e chi la sostiene?

Il volto dietro all’iniziativa è quello dell’attivista bernese Franziska Herren, presidente dell’associazione «Acqua pulita per tutti» (che promosse anche l’iniziativa «per acqua potabile pulita e cibo sano», respinta dal 60,7% dei votanti nel 2021, che chiedeva di tagliare i sussidi agricoli a chi usava pesticidi e antibiotici preventivi). Nessuno dei principali partiti sostiene la proposta (nemmeno i Verdi, che lasciano libertà di voto; solo i Giovani Verdi raccomandano il sì). Stando ai promotori, l’attuale politica agricola è orientata alla produzione animale (in particolare carne, latte e uova) e la maggior parte dei terreni coltivabili non viene impiegata nella produzione di derrate alimentari vegetali. Oltre a ciò, si vuole tutelare l’acqua potabile e ridurre le importazioni.

5 Chi invece è contrario alla proposta?

Oltre a tutte le maggiori formazioni politiche, anche varie associazioni ambientaliste non vedono di buon occhio l’iniziativa: Pro Natura ha deciso di invitare a votare no, mentre Greenpeace lascia libertà di voto. A far campagna attivamente c’è un’ampia alleanza di organizzazioni (tra cui l’Unione Svizzera dei Contadini, l’Associazione Svizzera Frutta e GastroSuisse), che teme possibili «imposizioni vegane» derivanti da un eventuale sì all’iniziativa.