Canicola

L'ondata di caldo mette in crisi i fiumi svizzeri: cresce l'allarme per la fauna ittica

Le elevate temperature stressano i pesci e aumentano il rischio di morie — L'inverno poco nevoso aggrava ulteriormente la situazione
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Red. Online
20.06.2026 21:03

Che l’Europa stia soffrendo la prima grande ondata di caldo di questa estate è ormai alquanto evidente, con tutti noi in procinto di fare i conti anche con le prime notti tropicali. E anche in Svizzera le temperature sono in costante aumento, con allerte canicola in diverse regioni del Paese (in Ticino, lo ricordiamo, è attualmente in vigore un pericolo marcato – allerta di grado 3 su 4 – fino a martedì 23 alle ore 20:00). Le massime sono infatti nettamente superiori ai 30°C, registrate a Zurigo, in altre città dell’Altopiano e a Sud delle Alpi anche per i prossimi giorni.

Una situazione metereologica che, stando alla NZZ, provoca inevitabilmente un riscaldamento dei fiumi, con conseguente aumento del rischio per la fauna ittica. Questo a causa del calo di ossigeno nell’acqua causato dalle elevate temperature.

Rischi e conseguenze per i pesci

I pesci, infatti, a differenza di noi umani, non possono regolare la propria temperatura corporea – come spiegato da un’ecologa dell’ETH di Zurigo. Il loro raffreddamento dipende quindi unicamente dalle temperature delle acque: se troppo calde, aumenta il loro livello di stress e il metabolismo ne risente drasticamente, diventando meno attivi, meno affamati e più soggetti a parassiti. Nei casi più gravi si arriva fino ad avere una moria di pesci.

Il surriscaldamento dei fiumi

A incidere particolarmente a questo surriscaldamento, come spiegato dall’Istituto federale svizzero per la ricerca su foreste, neve e paesaggio (WSL), c’è la temperatura dell’aria. Ma non solo. Più il livello del fiume è basso, più aumenta rapidamente la temperatura dell’acqua portando a situazioni critiche. Ma la posizione dei corsi d’acqua gioca a sua volta un ruolo fondamentale: se in montagna c’è ancora presenza di neve in fase di scioglimento, la temperatura si abbassa inevitabilmente. Al contrario, in assenza di afflusso dalle montagne, la condizione termica dei fiumi si aggrava rapidamente.

Poca neve in inverno

Quest’anno abbiamo però avuto un inverno poco nevoso e questa assenza di precipitazioni sta portando a un costante aumento delle temperature a un ritmo incontrollato, anche nei fiumi ad alta quota. Uno scenario che potrebbe continuare anche per le prossime tre settimane, che saranno caratterizzate da temperature roventi e assenza di pioggia. Una situazione definita «critica» dal WSL, nonché «precoce per il periodo in cui ci troviamo».

Un esempio concreto di fiume ad alto rischio è la Limmat nei pressi di Baden (AG), la cui acqua supererà i 25°C all'inizio della settimana prossima.

Temperature ideali per la fauna ittica

Ma quando i pesci iniziano a soffrire? Dipende dalle specie. Secondo gli esperi, la bottatrice, un pesce imparentato con il merluzzo, è già in difficoltà a 24°C. Ma anche il temolo, la trota e i pesciolini non sono particolarmente resistenti. Per quanto riguarda i pesci autoctoni, la carpa comune è quella con la miglior sopportazione e inizia a soffrire solo dai 30°C in su. La meno soggetta è infine la carpa marmorizzata – specie introdotta – che può addirittura tollerare temperature fino a 32°C.

Restrizioni in alcuni Cantoni

E come prevedibile, alcuni Cantoni hanno già deciso l’introduzione di misure per far fronte all’ondata di caldo. Il Canton Turgovia, ad esempio, ha vietato il prelievo di acqua dalle falde idriche superficiali per via dell’elevato rischio di siccità a partire dalle 7:00 di questa mattina.

Il Ticino, per ora, non è a rischio siccità, come confermatoci dalla Divisione dell’ambiente del DT. «Dalle aziende acqua potabile comunali non abbiamo ricevuto segnalazioni di difficoltà di approvvigionamento idrico», ci spiegano. In passato, però, «il Mendrisiotto è stato il distretto che più ha sofferto di carenza idrica in situazioni di siccità; tale situazione sarà tuttavia risolta definitivamente una volta che entrerà in funzione ad inizio 2027 la stazione di prelievo e potabilizzazione a lago di Riva San Vitale».