Elezioni

L'UDC ha il vento in poppa, bene il PS, perdono i Verdi

Dall'ultimo rinnovo dei poteri federali si è votato in 14 Cantoni – I democentristi, vincitori a Berna, proseguono l'avanzata su scala nazionale – In calo tutti gli altri partiti, tranne i socialisti – Stojanović: «Ma la sinistra marcia sul posto»
Giovanni Galli
30.03.2026 22:30

Un’UDC rullo compressore: un PLR in lieve ma continua perdita di consensi; un Centro a stento stagnante; e una sinistra che marcia complessivamente sul posto, con il PS che si rafforza a scapito dei Verdi. I risultati elettorali di domenica nel Canton Berna rispecchiano grossomodo la tendenza emersa negli altri tredici cantoni che hanno rinnovato i loro parlamenti a partire dalle Federali di ottobre 2023. UDC e Partito socialista sono gli unici in attivo: la prima ha guadagnato finora 50 seggi, ciò che le permette per la prima volta di superare la barriera delle 600 poltrone nei Parlamenti cantonali; il secondo 20, grazie soprattutto ai buoni risultati ottenuti in sette cantoni su 14. Chi più chi meno, invece, tutti gli altri accusano perdite a livello nazionale: -4 seggi complessivi per il Centro, -15 per il PLR (che resta comunque il secondo partito nei parlamenti con poco meno di 500 seggi), -10 per i Verdi liberali e -26 per i Verdi; i quali, di questo passo, rischiano di veder sfumare definitivamente l’ambito obiettivo di un posto in Consiglio federale.

L’UDC ha il vento in poppa in vista delle federali dell’anno prossimo e conferma il buono stato di forma già rilevato dall’ultimo barometro SSR (autunno 2025), che le attribuiva oltre il 30% dei consensi (il primato reale, ottenuto nel 2015, è del 29,4%). Nel Canton Berna, il secondo più popoloso del Paese, il partito è ora al 29,3%, con un progesso di 3,5 punti e 7 seggi rispetto al 2022. «L’UDC ha fatto un bel salto in avanti» commenta Nenad Stojanović, politologo all’Università di Ginevra e al Centro studi sulla democrazia di Aarau. «Ma se si considera l’elezione di domenica in una prospettiva storica il partito è tornato ai livelli che aveva in precedenza. Nel 2022 aveva fatto il peggior risultato degli ultimi trent’anni. Adesso ha praticamente eguagliato il risultato del 2014. Nei primi anni Duemila era attorno al 32%». Pur essendo molto grande, Berna non è un Cantone rappresentativo degli equilibri politici nazionali, come Argovia. Sta di fatto, prosegue Stojanović, che tranne pochi casi, l’UDC sta guadagnando dappertutto. «Segno che il partito riesce a mantenere, anche tramite il lancio di iniziative popolari, la pressione sui temi molto sensibili per una parte della popolazione, come i rapporti con l’UE e l’immigrazione. Bisogna tenere conto anche dell’avanzata di un altro partito d’area come l’UDF, che domenica ha guadagnato 0,8 punti e due seggi e ha quasi gli stessi seggi del Centro». La lotta sarà particolarmente accesa fra gli altri due partiti di Governo dell’area borghese, PLR e Centro, che l’anno scorso hanno cambiato i loro vertici: nell’ex-PPD, Philipp Matthias Bregy ha sostituito Gerhard Pfister mentre nel PLR Susanne Vincenz-Stauffacher e Benjamin Mühlemann sono subentrati a Thierry Burkart. In ballo c’è il secondo seggio in Consiglio federale. Nel 2023, il PLR aveva mantenuto il vantaggio per pochi decimali (14,25% dei voti per il Nazionale contro 14,06%). Fra un anno e mezzo, le due formazioni si contenderanno fino all’ultima scheda il terzo posto a livello federale. Finora il Centro, frutto della fusione fra PPD e PBD, non è decollato. È avanzato in otto Cantoni (in particolare nella roccaforte vallesana) e arretrato in sei. Nel Canton Berna ha perso ulteriore terreno, 0,9 punti e 3 seggi rispetto a quattro anni fa. «Al centro politico», aggiunge Stojanović, «va rilevato anche l’arretramento degli evangelici, penalizzati a Berna dalla suddivisione circondariale: hanno perso solo 0,5 punti ma hanno lasciato sul terreno ben quattro seggi». Da parte sua, il PLR ha perso percentualmente il doppio (1 punto) ma nessun seggio. «Il PLR a Berna si attesta attorno al 10%, da circa 15 anni. Ha mantenuto tutti i suoi 18 seggi, ma il risultato è comunque deludente», nota Stojanović. Berna è l’undicesimo Cantone, su 14, in cui i liberali hanno perso consensi.

A sinistra, invece, il PS è ulteriormente avanzato. Per Stojanović, tuttavia, non sarebbe corretto parlare di polarizzazione. «C’è solo in parte, perché in realtà la formazione più di sinistra sono i Verdi. Un rafforzamento dei poli ci sarebbe stato se anche i Verdi avessero fatto passi avanti, ma così non è stato. A sinistra il quadro non è così netto. L’area marcia sul posto, sia a Berna (+1,9 punti per il PS, -1,9 punti per i Verdi) sia a livello nazionale, dove oltre ai 20 seggi guadagnati dal PS bisogna considerare i 26 persi dai Verdi (-2 a Berna). Anche per questi ultimi, se inquadriamo il loro risultato in una prospettiva storica, si assiste a un ritorno sui livelli passati, attorno al 10%». L’onda verde del 2019 si è esaurita. Ma se nel caso dei Verdi c’è stato un riallineamento con il passato, per i Verdi liberali (-1,1 punti e 1 seggio perso) si tratta di una battuta d’arresto». Verdi e Verdi liberali perdono, segno forse che il tema dell’ecologia non «tira» più? «Il tema dell’ambiente e dell’ecologia in generale, per tutta una serie di motivi, legati anche gli sviluppi su scala globale, viene meno», spiega Stojanović. «In un periodo di guerre e di incertezze, è la sicurezza ad essere messa in primo piano, non l’ecologia».