Lupo, abbattimenti facilitati: ambientalisti contrari, contadini favorevoli

La revisione della Legge sulla caccia (LCP) proposta dal Consiglio federale su mandato del parlamento, che prevede nuove facilitazioni per l'abbattimento dei lupi, è inutile e affrettata secondo le organizzazioni ambientaliste; propone invece misure insufficienti per l'Unione svizzera dei contadini (USC), che sostiene comunque il progetto.
Pro Natura, BirdLife Svizzera e il Gruppo Lupo Svizzera (GLS) nella loro presa di posizione comune durante la procedura di consultazione sulla modifica di legge, che si chiude oggi, chiedono di sospendere il progetto e di trattarlo nell'ambito della grande revisione della LCP già annunciata dal governo. La nuova Legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici è entrata in vigore da poco, il primo febbraio 2025, ricordano le tre organizzazioni non governative (ong). A loro avviso è necessario acquisire esperienza con queste basi giuridiche piuttosto che continuare a rimettere mano alla norma.
Nello specifico le ong ambientaliste si oppongono a ulteriori possibilità legali di abbattimento del lupo che, sottolineano, è una specie protetta. Vedono come fumo negli occhi in particolare la possibilità di uccidere i canidi anche in zone in cui vige il divieto di caccia.
L'USC accoglie invece con particolare favore il fatto che i lupi problematici possano essere abbattuti durante tutto l'anno. A suo avviso, tuttavia, le modifiche previste sono insufficienti. Le previste maggiori possibilità d'intervento su questi grandi predatori continueranno a incontrare ostacoli significativi. In particolare, il requisito di almeno due attacchi su animali da reddito in situazioni protette all'interno di una zona di divieto di caccia costituisce una restrizione eccessiva.
Anche la Società svizzera di economia alpestre (SSEA) sostiene la revisione. Secondo l'associazione, le esperienze maturate negli ultimi tre anni dimostrano che la legislazione sulla caccia presenta lacune che hanno gravi conseguenze per l'agricoltura di montagna. La SSEA auspica una rapida attuazione della modifica della LCP vedendo di buon occhio la possibilità di prelevare lupi isolati o branchi non appena la popolazione di canidi raggiunga un numero prestabilito di esemplari.
Secondo il progetto del Consiglio federale, l'abbattimento dei lupi «problematici» (individui che attaccano greggi e mandrie o rappresentano un pericolo per l'uomo) sarebbe autorizzato tutto l'anno, anche durante il periodo riproduttivo (la revisione menziona i mesi di febbraio e marzo). L'obiettivo della revisione è di frenare la crescita della popolazione di lupi, il cui numero di branchi continua ad aumentare nonostante le misure di regolazione in vigore dal 2023.
Le facilitazioni nell'abbattimento dei lupi sono rispettose delle convenzioni internazionali: lo statuto della specie è infatti passato da «strettamente protetto» a «protetto».