Ma che cos'è l'Hantavirus? Soprattutto, c'è da aver paura?

Un passeggero della nave da crociera Mv Hondius, colpita da un focolaio di hantavirus, è ricoverato all'Ospedale universitario di Zurigo. Lo ha reso noto l'Ufficio federale della sanità pubblica. Il caso, in questi giorni, sta facendo discutere. E pure parecchio, fra spiegazioni delle autorità e timori di una nuova pandemia globale. Ma di che cosa stiamo parlando, nello specifico? Proviamo a fare chiarezza.
Gli Hantavirus
Gli hantavirus, spiega direttamente l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), si trovano in piccoli roditori, per esempio i topi. L’infezione avviene tramite morsi, il contatto con animali e l’inalazione di polvere contaminata. Per prevenirla si raccomanda di evitare il contatto con roditori e le loro feci.
Agente patogeno e trasmissione
Gli hantavirus, prosegue l'UFSP, sono agenti patogeni che possono provocare la febbre emorragica virale. Il loro nome deriva dal fiume di confine coreano Hantaan, nei pressi del quale durante la Guerra di Corea, fra il 1950 e il 1953, oltre 3 mila soldati si ammalarono gravemente dopo essere stati infettati dai virus. La trasmissione all’essere umano avviene tramite roditori infetti, ad esempio topi o ratti, che espellono il virus attraverso la saliva, l’urina o le feci. Il contagio può avvenire mediante morsi di roditori, il contatto con questi animali o con le loro escrezioni e l’inalazione di polvere contaminata.
Esistono diversi tipi di hantavirus, che si distinguono per diffusione e quadro clinico. La trasmissione da un essere umano all’altro è stata identificata solamente in un tipo di virus estremamente raro.
Quadro clinico
Nella maggior parte dei casi l’infezione è asintomatica, chiarisce l'UFSP. In presenza di sintomi e a seconda del tipo di virus, può provocare diversi quadri clinici gravi, tra cui decorsi con febbre e forti emorragie. La malattia si manifesta spesso con febbre alta improvvisa che si protrae per tre o quattro giorni, accompagnata da sintomi aspecifici e simil-influenzali come cefalea, dolori addominali e muscolari.
Il lasso di tempo che intercorre tra l’infezione e la comparsa dei primi sintomi clinici è variabile: di norma dura da una a cinque settimane. Non esistono medicamenti efficaci contro gli hantavirus; il trattamento si limita ad alleviare i sintomi.
I tipi di hantavirus presenti in Europa e in Asia causano febbre emorragica con sindrome renale (HFRS) che può provocare insufficienza renale o persino insufficienza renale acuta. Dall’1 al 15% dei casi di HFRS ha esito fatale. I tipi di virus presenti nell’America settentrionale e meridionale causano invece febbre emorragica con sindrome polmonare (HCPS o HPS), edema polmonare e insufficienza polmonare acuta come possibili complicazioni. Fino al 50% di questi casi ha esito fatale.
Diffusione e incidenza
Gli hantavirus sono presenti in tutto il mondo. Dal 2000 in Europa si registrano circa 3 mila casi all’anno, anche se la Svizzera non ne è quasi interessata. La maggior parte dei casi nell’area europea si riscontra in Austria, Finlandia, Germania e Slovenia. In Germania le cifre variano fortemente di anno in anno: in media si registrano 230 casi di malattia. Nel 2012 è tuttavia stato rilevato un focolaio più grande con circa 3 mila casi. In Europa i decorsi gravi con emorragie potenzialmente fatali sono estremamente rari.
Prevenzione
Non esiste un vaccino contro gli hantavirus. L’unico modo per prevenire il contagio è evitare il contatto con roditori e le loro escrezioni.
