«Ma dove sono finiti i battelli?»: e i frontalieri insorgono

I collegamenti sono stati mantenuti, scrive il Blick, ma il numero di «attraversate» di battelli CGN fra la Francia e la Svizzera è stato ridotto. E la cosa, evidentemente, non è piaciuta. Parliamo dell'accordo appena concluso fra il canton Vaud e le autorità francesi di Evian e Thonon concernenti, appunto, i collegamenti lacustri transfrontalieri assicurati dalla Compagnie générale de navigation (CGN).
Lo scorso venerdì 10 ottobre, tramite un comunicato congiunto, le parti si sono dette soddisfatti di mantenere «i trasporti all'ora di punta» tenendo presente, prosegue la nota, «delle limitazioni budgetarie dei partner francesi». L'emittente RTS, tuttavia, ha precisato che il rinnovamento della convenzione, in vigore dal 14 dicembre, implica una forte riduzione delle frequenze.
A essere toccata, in particolare, è la linea Losanna-Thonon-les-Bains: i collegamenti, in settimana, verranno ridotti della metà mentre nel weekend non ci saranno più battelli. Frequenze diminuite anche per Evian e Yvoire, in particolar modo il sabato e la domenica. Su 24 Heures, i lavoratori francesi sono insorti. Un'associazione, l'Amicale des frontaliers, si è detta indignata. Anche perché, leggiamo, non è stata consultata. La soppressione del battello in partenza da Thonon alle 6.25 del mattino, la «più utilizzata» secondo il portavoce dell'associazione, è difficile da digerire. «Io, ad esempio, perderò un'ora della mia vita in famiglia ogni sera» ha commentato un utilizzatore della tratta Losanna-Thonon sotto la pagina di una petizione online che denuncia mancanza di trasparenza nelle decisioni delle autorità e, soprattutto, chiede il ripristino degli orari attuale. Lanciata lo scorso 10 ottobre da Vincent Jordan, un cittadino dell'Alta Savoia che lavora come infermiere a Losanna, ha raccolto già 2.500 firme.
Domanda: perché questo nuovo orario? Banalmente, perché le autorità locali francesi si sono rifiutate di condividere in parti uguali i costi con la controparte svizzera. Dopo settimane di discussioni, è stato infine trovato un compromesso: sì, i costi verranno suddivisi in egual misura ma i viaggi, al contempo, verranno ridotti. «Non c'è margine perché la Svizzera si assuma i costi che la Francia non può finanziare» ha detto Nuria Gorrite, consigliera di Stato vodese in carica dei trasporti ai microfoni di RTS. Tramite il suo segretario generale vodese, Romain Pilloud, l'Associazione trasporti e ambiente (ATE) ha detto di temere «un trasferimento dal battello alla strada, in particolare nei weekend». Le parti, quantomeno, hanno promesso di cercare una soluzione quadro migliore per il 2027.
