Migranti da bloccare per fare punti: rimosso il videogioco del Comitato di Egerkingen

Un videogioco online realizzato dal Comitato di Egerkingen per promuovere il sì all’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni» è stato rimosso dalla rete dopo una segnalazione al servizio di hosting Netlify da parte di Nau.ch, che ha raccontato la vicenda.
Il gioco
Nel gioco, l’utente controllava una guardia di confine incaricata di fermare persone rappresentate come migranti: chi veniva bloccato faceva guadagnare punti. Nelle istruzioni compariva lo slogan «Ferma l’immigrazione di massa incontrollata». Secondo quanto riportato da diversi media svizzeri, alcune categorie considerate «utili» – come medici, cuochi o intellettuali – potevano attraversare il confine senza essere fermate. Al contrario, famiglie con donne che indossavano il velo islamico dovevano essere respinte.
La richiesta di Nau.ch
Dopo che Nau.ch ha chiesto a Netlify se il contenuto fosse compatibile con le regole della piattaforma, il provider confermerebbe la rimozione del sito: «This site has been taken down». Non sono però stati resi noti i motivi precisi della decisione.
Inevitabilmente, il gioco aveva già suscitato forti polemiche. L’Organizzazione svizzera d’aiuto ai rifugiati e la Commissione federale contro il razzismo hanno denunciato una «disumanizzazione» e una stigmatizzazione dei richiedenti l’asilo. Anche la co-presidente del PS Mattea Meyer ha criticato duramente il progetto, accusando il comitato di «normalizzare la violenza».
La conferma da parte del Comitato
Interpellato da Nau.ch, il Comitato di Egerkingen ha confermato di aver commissionato e finanziato il videogioco. Il direttore Anian Liebrand ha dichiarato che i costi complessivi della campagna sarebbero inferiori a 50 mila franchi, soglia che evita l’obbligo di notifica ai controlli sul finanziamento politico.
Liebrand ha inoltre difeso il contenuto del gioco, sostenendo che rappresentava «il senso dell’iniziativa»: impedire l’immigrazione illegale, favorendo invece l’arrivo di lavoratori qualificati e persone ben integrate. Sul proprio sito, il Comitato di Egerkingen collega, inoltre, la migrazione d’asilo all’aumento della criminalità e denuncia quella che definisce una «bomba sociale a orologeria» legata all’«immigrazione musulmana».
