Animali

Miopatia atipica: moria di cavalli nel Giura e nel Giura bernese

Diversi equini sono deceduti a causa di un'intossicazione provocata dall'ingestione dei frutti dell'acero di monte
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Ats
03.11.2026 10:40

Diversi cavalli sono morti negli ultimi giorni nel canton Giura e nel Giura bernese a causa della miopatia atipica, un'intossicazione provocata dall'ingestione dei frutti dell'acero di monte.

Di fronte alla moria degli equini, un gruppo di allevatori locali ha costituito un collettivo per sostenere i proprietari colpiti e censire i casi.

La miopatia atipica è una malattia muscolare spesso mortale, causata da una tossina presente nei semi di alcune specie di acero. In varie aziende di allevamento della regione si sono registrate diverse perdite.

«Attualmente si contano 25 cavalli morti nel canton Giura e nel Giura bernese, mentre altri 15 sono ricoverati d'urgenza in cliniche veterinarie», ha dichiarato questa mattina a Keystone-ATS Mario Gandolfo, allevatore di Fregiécourt (JU), confermando notizie precedentemente pubblicate dal Quotidien jurassien e da Radio Fréquence Jura.

L'allevatore, originario dell'Ajoie, è a conoscenza di casi anche in altre regioni della Svizzera romanda. Ha quindi invitato i proprietari a ritirare immediatamente gli animali dai pascoli e a tenerli nelle stalle. Insieme ad altri allevatori ha avviato un collettivo per censire i casi e i decessi e sensibilizzare i proprietari. Particolarmente grave la situazione in un allevamento di Cortébert (BE), nel Giura bernese: dei 36 cavalli appartenenti a un'allevatrice e cavallerizza, dieci sono già morti e gli altri sono ricoverati in clinica.

La malattia, che colpisce i muscoli, è nota da tempo, ma non si manifesta ogni anno con la stessa intensità. Quest'anno, la siccità e la carenza di foraggio hanno costretto le mandrie a rimanere più a lungo nei pascoli, mentre le forti raffiche di vento degli ultimi giorni hanno disperso i frutti dell'acero, aumentando il rischio di ingestione. La moria comporta anche conseguenze economiche per gli allevatori. Le perdite, trattandosi di un'intossicazione non contagiosa, non sono attualmente coperte dalla Cassa cantonale delle epizoozie.