Svizzera

Mondiali di hockey, cori razzisti alla fan zone di Zurigo

A margine della semifinale giocata dalla Svizzera contro la Norvegia, un gruppetto di persone si è messa a cantare «fuori gli stranieri» sulle note di «L'amour toujours» di Gigi D'Agostino
© KEYSTONE/Andreas Becker
Red. Online
02.06.2026 19:30

Sta suscitando indignazione sui social un video girato nella fan zone di Zurigo durante i campionati Mondiali di hockey su ghiaccio. Il motivo è presto detto: è stato intonato un coro razzista. Sulle note di L'amour toujours di Gigi D'Agostino, infatti, alcune delle persone presenti a margine della proiezione della semifinale della Svizzera contro la Norvegia si sono messe a cantare «Ausländer raus», ovvero «fuori gli stranieri». Alcuni si sono poi messi a cantare anche «Deutschland den Deutschen», cioè «la Germania ai tedeschi». A riportare la notizia è il Blick.

«Amo la libertà d'espressione»

A diffondere il video sui social, la scorsa domenica, è stato Daniel Stricker, che in Svizzera si è fatto conoscere durante il periodo della pandemia per il suo scetticismo di fronte al Coronavirus. «Mi hanno mandato il filmato e ne ho confermata l'autenticità attraverso due fonti indipendenti», ha detto Stricker. «Amo la libertà d'espressione, anche quando quello che viene detto non mi piace».

Interpellati dal Blick, numerosi membri dell'organizzazione «Mass-voll!», ugualmente presenti nella fan zone di Zurigo, hanno confermato l'autenticità del filmato. «Ne abbiamo subito discusso tra di noi e con le persone presenti», ha detto il presidente Nicolas Rimoldi. Egli sottolinea poi che i membri del movimento non hanno fatto altro che accompagnare la melodia.

Presente sul posto anche il vicepresidente di «Mass-voll!» Sandro Subotic. «In quanto partito e in quanto politico, sono cosciente che episodi come questo possono fornire una brutta immagine di noi», spiega. «È precisamente per questa ragione che sono estremamente prudente in casi di questo tipo».

«Non ho sentito niente»

Da parte sua, DJ Simon, che mixava durante l'evento, ha dichiarato di non aver sentito cori xenofobi. Egli ipotizza poi che ad intonare cori razzisti fosse solo un ristretto gruppo di persone che si trovava vicino a colui che ha immortalato tutto con il video poi circolato in rete. «Se le avessi sentite avrei subito cambiato canzone».

Anche gli organizzatori dicono di non essere stati informati di quanto avvenuto. E poi precisano: «Il Campionato del Mondo 2026 applica una rigorosa politica di tolleranza zero contro il razzismo e ogni forma di discriminazione».

Eco anche in Russia

Il video non ha però fatto scalpore solo nel nostro Paese, la sua eco mediatica è arrivata fino in Russia. L'emittente RT ha ripreso la notizia, definendo la canzone «l'indistruttibile colonna sonora dell'entusiasmo». In un articolo sull'argomento, ha scritto: «Ciò che in Germania è considerato tabù, qui fa parte dell'atmosfera dei Mondiali». Il canale statale ha anche alluso alla «tempistica», che «difficilmente potrebbe essere più appropriata», riferendosi all'iniziativa UDC «No a una Svizzera da 10 milioni!».

Non è la prima volta che accade

Non è comunque la prima volta che L'amour toujours di Gigi D'Agostino viene utilizzata per intonare cori razzisti. Nel maggio del 2024 le stesse parole sulla stessa base musicale erano state cantate durante un party tra giovani nell'isola di Sylt, sul mare del Nord, in Germania. Il tutto era avvenuto al club Pony. In quell'occasione, uno dei presenti si era anche toccato con il dito il labbro superiore evocando il baffetto di Adolf Hitler. Immagini e parole che avevano indignato profondamente i tedeschi, arrivando perfino all'attenzione dell'allora cancelliere Olaf Scholz, il quale a Berlino aveva scandito davanti alla stampa: «Quelle frasi sono disgustose». «Una vergogna per la Germania», aveva dal canto suo aggiunto l'allora ministra dell'Interno, Nancy Faeser. L'isola di Sylt aveva poi reagito affermando: «Non abbiamo bisogno di ospiti così. Sono disinvitati».

La canzone ritoccata era già spuntata pure in una discoteca del Land del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, finendo sulle cronache locali.

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