«Moretti sta incolpando chiunque, ma ci sono già le prove per incarcerarlo»

Il rumore eccessivo di certi talk show italiani non ci è piaciuto per niente. Così come le accuse generalizzate alla Svizzera. Però è innegabile che l’intero Paese abbia subito un grave danno di immagine, così come è palese che qualcosa non abbia funzionato in Vallese nei giorni successivi alla tragedia di Crans-Montana. Gli stessi media elvetici, Corriere del Ticino compreso, hanno mosso critiche all’operato della Procura di Sion e al tentativo di Crans-Montana di smarcarsi subito da eventuali responsabilità, attraverso una comunicazione claudicante delle autorità. Con le luci dei riflettori spente e senza disturbi di fondo, abbiamo cercato di capire come l’Italia, ad oggi il Paese più agguerrito nell’ambito della tragedia, con il richiamo da parte di Roma dell’ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, valuti le mosse della giustizia vallesana. L’avvocato Alfredo Zampogna, legale dei famigliari di Chiara Costanzo, giovane morta nel rogo del bar Le Constellation, offre il suo punto di vista dopo gli ultimi interrogatori a Jacques e Jessica Moretti, i gestori del locale teatro della strage.
Lacune e ritardi nelle indagini
L’avvocato italiano è molto duro nei suoi commenti e non fa sconti su come sono state svolte le indagini fino ad oggi: «L’inadeguatezza della Procura vallesana è evidente. Tuttora sta lavorando con molta lentezza su diversi temi istruttori, sui sequestri e sulle perquisizioni. Questo nonostante pure gli avvocati elvetici indichino importanti responsabilità del Municipio di Crans-Montana. Nonostante questo, la magistratura è responsabile di evidenti lacune e ritardi che sicuramente hanno già creato un grave danno all'inchiesta». Come già sottolineato da diversi suoi colleghi, anche ticinesi, risulta ad esempio incomprensibile la titubanza nell’arrestare Jacques Moretti.
Ancora Zampogna: «Il signor Moretti doveva essere immediatamente incarcerato, dovevano essere sequestrati i suoi beni, i cellulari e i computer, in quanto vi era un evidente pericolo di inquinamento delle prove. Inoltre, non è stato neppure disposto il sequestro istantaneo dei carteggi relativi ai controlli nel bar. L’indagato avrebbe quindi avuto tutto il tempo per farli sparire, giustificando poi l’assenza di quelle prove parlando di inondazioni nel locale che, a suo dire, le avrebbero distrutte. L’indagine, dunque, ha subito un importante depauperamento della documentazione relativa al bar Le Constellation».
I redditi e quella pensione di invalidità
Moretti durante gli interrogatori si sarebbe pure contraddetto, affermando di essere in buone condizioni di salute, salvo una neutropenia (una diminuzione nel sangue dei leucociti neutrofili, ndr) in remissione, mentre nel successivo interrogatorio avrebbe affermato di percepire un’indennità in quanto invalido al 30%. Stando ai legali della parte civile, il reddito dichiarato dei Moretti, per il quale è stata fissata la cauzione di 200 mila franchi, non corrisponderebbe alla realtà.
Tra il 2021 ed il 2023, infatti, i Moretti hanno acquistato 5 immobili: una casa in Francia, a Cannes, da 430 mila euro, il bar Le Constellation con un appartamento soprastante (pagati in tutto circa 2 milioni di franchi), il ristorante Le Senso (1,5 milioni di franchi), il Le Vieux Chalet (un milione di franchi), nonché l’abitazione di famiglia a Lens, da oltre un milione di franchi. Tutti immobili gravati da ipoteche e mutui.
Durante l’interrogatorio del 9 gennaio, Jacques Moretti ha fatto sapere che lui e la moglie Jessica si mantengono grazie ai redditi delle società che, a dicembre 2025, ammontavano a 10 mila franchi. Una cifra, questa, contestata dagli avvocati, convinti che siano importi «inferiori» a quelli reali. Stando al Canard enchaîné, Jacques Moretti ha dichiarato una pensione di invalidità annuale di 6.873 euro, a cui bisognava aggiungere un indennizzo supplementare della compagnia Generali di 31.241 euro all'anno. L’avvocato della famiglia Costanzo a questo punto si pone un interrogativo: «Come fa una persona con una invalidità a gestire tutti quei locali? Come mai ha ricevuto tutte le garanzie per gestire gli esercizi pubblici nonostante il precedente scetticismo della Francia?».
Sempre secondo il Canard enchaîné, il Crédit Lyonnais avrebbe smesso, già nel marzo 2021, di finanziare le operazioni immobiliari della coppia, dopo aver scoperto garanzie dubbie nei loro fascicoli. A causa dei ritardi nei rimborsi, la banca francese avrebbe persino sospettato la presenza di documenti falsi in uno dei finanziamenti e avrebbe richiesto il rimborso integrale e anticipato di tre prestiti, riferisce il settimanale francese. Tuttavia, mentre in Francia il clima bancario si faceva più rigido, in Svizzera i finanziamenti hanno continuato ad arrivare. Secondo un’indagine di Le Temps, i Moretti disporrebbero di un patrimonio stimato in cinque milioni di franchi, di cui circa quattro milioni finanziati da ipoteche.
L’avvocato prosegue: «Come è possibile che un uomo con un'invalidità del 30% e pregiudicato per sfruttamento della prostituzione ottenga 1.700.000 franchi per comprare il Le Constellation e l'appartamento sovrastante? E non solo, nel 2015 è stato pure condannato per aver utilizzato dei lavoratori in nero nella ristrutturazione di un locale a Sion. Io credo avesse un socio occulto: perché gli svizzeri, che hanno 23 morti loro connazionali, non si fanno queste domande?». E aggiunge: «Moretti come fa a essere ancora libero e come vive? Al tribunale delle misure coercitive ha dichiarato di aver finito gli introiti perché provenivano tutti dal Constellation, dal Senso e dal Vieux-Chalet. I due gestori dicono di non avere redditi. E allora oggi come vivono questi signori? Chi dà loro il sostentamento? L'indagine patrimoniale sui Moretti va fatta fino in fondo, perché credo che loro debbano risarcire le famiglie delle vittime e i feriti. Anche se avessero solo un franco, quello spetta alle vittime».
L'assalto dei parenti delle vittime
Zampogna critica pure l’operato della polizia durante l’assalto dei famigliari delle vittime avvenuto giovedì mattina a Sion, prima dell’interrogatorio di Jessica Moretti. A suo dire, i genitori dei giovani morti nell’incendio si erano dati appuntamento pubblicamente, sui social, per incontrare i gestori del bar vallesano: «I miei assistiti mi hanno chiesto se anche loro avessero dovuto partecipare all’incontro. Che, di fatto, era una palese chiamata alle armi. Ovviamente ho sconsigliato loro di recarsi lì, convincendoli a restare a casa. Nonostante fosse tutto alla luce del sole, perché la Polizia cantonale vallesana ha permesso ai coniugi di passare dall’ingresso principale, rischiando il linciaggio? È stata una misura sbagliata, perché in questo modo si fa il gioco degli indagati. È il classico caso di vittimizzazione secondaria. Sappiamo che Jacques Moretti sta incolpando chiunque, dai collaboratori presenti la sera della tragedia sino alle autorità comunali. Se fosse stato aggredito avrebbe trovato modo di rivalersi sui parenti delle vittime. La mossa della polizia vallesana è stata folle», evidenzia l’avvocato.
Ma non solo. Il nostro interlocutore solleva dubbi pure sui video dell'impianto di videosorveglianza spariti, che sarebbero stati cruciali ai fini dell’inchiesta: «È questo il modo di condurre un'indagine? Siamo in presenza di una serie di lacune gravissime. Ora che hanno chiesto la ricusazione, lei crede che le stesse autorità vallesane la possano accettare? Io penso che pure i cittadini svizzeri siano ormai consapevoli che a Sion non sono in grado di condurre indagini così importanti. È chiaro che il caso debba essere affidato alle autorità di un cantone con maggiori capacità, mezzi e strutture per proseguire questa inchiesta, che conta oltre 70 avvocati e 260 parti civili. Inoltre si fugherebbero i dubbi sugli eventuali conflitti di interessi delle parti in causa».
Moretti sta incolpando chiunque
L’avvocato, come gran parte dei suoi colleghi elvetici, sostiene che Jacques Moretti, già dalle prime prove emerse dalle indagini, «ha un'enorme responsabilità, acclarata, pacifica, evidente. Però è libero di poter continuare a inquinare la prova. E questo per colpa dei procuratori che stanno commettendo gravi errori. Le misure imposte all’indagato gli impediscono di allontanarsi dalla Svizzera, ma non di continuare ad inquinare le prove. L’esistenza di gravi lacune nei controlli non diminuisce la responsabilità di Moretti: lui ha installato i pannelli fonoassorbenti, lui ha fatto i lavori per ridurre la larghezza della scala, lui ha permesso che l’uscita di sicurezza venisse bloccata. Inoltre, come è possibile che la testimonianza dell’uomo che ha arredato il bar Le Constellation, inviata alla polizia di Crans-Montana ai primi di gennaio, sia stata messa agli atti solamente a febbraio, su richiesta dell’avvocato Sébastien Fanti? Fanti, tra l’altro, è del mio stesso avviso: noi riteniamo che Moretti abbia detto il falso sui suoi redditi e sulla pensione di invalidità. Crediamo stia truffando lo Stato francese. Durante gli interrogatori continua a scaricare la responsabilità sugli altri, salvo poi falsamente a fare la vittima. Durante l’assalto dei partenti delle vittime ha promesso loro che si sarebbe assunto le sue responsabilità, ma poi si è giustificato parlando di un “incidente”. Durante gli interrogatori, sta incolpando chiunque».
Le autopsie e il sindaco di Crans-Montana
Per quanto concerne le indagini congiunte tra Svizzera e Italia, Zampogna fa sapere che il 19 febbraio il procuratore di Roma, Stefano Opilio, incontrerà la magistratura vallesana: «Da parte italiana la disponibilità è massima, speriamo lo sia anche da parte della Procura di Sion, la quale dovrebbe fornire tutti gli elementi raccolti finora». Purtroppo, prosegue, «sulle autopsie ci sono già state delle gravi carenze. In molti casi si è trattato solo di un’ispezione cadaverica. Noi abbiamo fatto le nostre autopsie in Italia, perché queste sono fondamentali per stabilire le esatte cause del decesso. Come è morta Chiara Costanza? Se la causa fosse legata alle inalazioni della colla messa da Moretti sulla schiuma fonoassorbente, questo elemento sarebbe un aggravante. Le autopsie potrebbero chiarire se quella sostanza messa in modo così approssimativo possa aver provocato più vittime».
Ma l’avvocato italiano, non punta il dito solo contro i coniugi Moretti. Per lui è «incredibile che il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, non sia stato ancora interrogato». Féraud, tra l’altro, negli scorsi giorni è stato denunciato dai legali di un 29enne gravemente ustionato nel rogo di Capodanno, con le accuse di lesioni personali colpose, di messa in pericolo della vita altrui con dolo diretto, di incendio colposo, nonché di una serie di violazioni delle responsabilità e dei doveri imposti dalla legge sui Comuni. Al di là delle polemiche sulle pressioni politiche da parte del governo italiano, Zampogna sostiene che «tutti gli svizzeri, specialmente i media, devono pretendere chiarezza e mettere pressione su Sion, sottolineando l'inadeguatezza e la lentezza della Procura vallesana».
