Ittica

Nei fiumi svizzeri il caldo cambia gli equilibri: trota in ritirata, avanza il siluro

Nell’Altopiano alcune specie più resistenti alle acque calde sono aumentate fino a venti volte, mentre trote e temoli arretrano – Gli esperti: «È in corso un progressivo cambiamento nella composizione della fauna ittica»
© Shutterstock
Red. Online
14.10.2026 10:36

Il caldo non modifica soltanto la temperatura dei fiumi svizzeri, ma anche chi li abita. Nell’Altopiano le specie capaci di adattarsi meglio ad acque sempre più calde stanno guadagnando terreno, mentre quelle che necessitano di temperature più basse sono in difficoltà. Tra queste, come spiegato dal Tages-Anzeiger, c’è soprattutto la trota fario, il cui declino è ormai ben documentato.

L’estate torrida appena trascorsa ha infatti accentuato una trasformazione che, secondo Dario Josi, della divisione Ecologia ed evoluzione dei pesci dell’Eawag e dell’Università di Berna, è in corso già da anni. Fino alla fine di agosto, l’Ufficio federale dell’ambiente ha registrato nuovi record di temperatura in oltre 40 corsi d’acqua. L’Aare a Brugg (AG) ha sfiorato i 26 gradi, la Reuss a Mellingen (AG) ha raggiunto i 28,5, mentre in alcuni fiumi più piccoli si sono toccati valori vicini ai 30 gradi.

Trota e temolo sempre più in difficoltà

A soffrire maggiormente sono le specie che prediligono temperature inferiori ai 20 gradi. Oltre alla trota fario, la tendenza riguarda il temolo, lo scazzone, la bottatrice e la lampreda di ruscello.

I dati del programma nazionale di monitoraggio NAWA, raccolti su 61 tratti fluviali, indicano che fino al 2023 la densità di queste popolazioni era diminuita complessivamente del 45%. Non sono ancora disponibili cifre aggiornate che comprendano l’estate 2026, ma gli esperti ritengono probabile un ulteriore calo.

Il riscaldamento delle acque, tuttavia, non è l'unica causa. «Si tratta di una complessa interazione», sottolinea Josi al quotidiano zurighese. Pesano anche la perdita e la frammentazione degli habitat, la qualità dell’acqua, la pressione degli insediamenti e le malattie. Per la trota fario, ad esempio, rappresenta un problema anche la malattia renale proliferativa PKD, la cui mortalità aumenta con l'innalzarsi della temperatura.

Il siluro tra i «vincitori»

Se alcune specie arretrano, altre trovano invece condizioni sempre più favorevoli. È il caso del cavedano, già ampiamente diffuso nell’Altopiano, la cui presenza è cresciuta negli ultimi anni.

Un caso particolarmente significativo è quello della vecchia Aare, tra Aarberg e Büren, nel Canton Berna. In circa 35 anni specie tolleranti al caldo come cavedano e gobione sono aumentate di circa venti volte, mentre trota e temolo hanno registrato un forte declino. Tra i pesci favoriti dall'aumento delle temperature figura anche il siluro. Questo grande predatore, che può raggiungere i due metri di lunghezza, prospera con temperature attorno ai 25 gradi, si riproduce rapidamente e trova nei corsi d’acqua svizzeri abbondanti risorse alimentari.

A guadagnare terreno sono inoltre due specie invasive: il ghiozzo a bocca nera e il ghiozzo di Kessler, arrivati attraverso i collegamenti navigabili tra Danubio e Reno. Nel Reno a Basilea, il ghiozzo a bocca nera rappresenta già in alcuni punti oltre tre quarti dei pesci che vivono vicino al fondale. Una presenza problematica anche perché questi animali si nutrono delle uova di altre specie.

«Una trasformazione progressiva»

Secondo Josi non si sta assistendo all'improvvisa scomparsa di una specie e alla contemporanea esplosione di un'altra. «Si tratta piuttosto di un progressivo cambiamento nella composizione delle specie».

Il fenomeno interessa soprattutto i corsi d’acqua più grandi dell’Altopiano e quelli situati a quote intermedie. Con un ulteriore aumento delle temperature, questa trasformazione potrebbe progressivamente spostarsi verso altitudini maggiori.

Il risultato è un ecosistema sempre più uniforme, nel quale le specie specializzate vengono sostituite da quelle capaci di adattarsi a condizioni differenti. Per contrastare questa evoluzione, secondo gli esperti sarà fondamentale individuare gli habitat più importanti e dare priorità alla loro rivitalizzazione e al ripristino dei collegamenti tra i corsi d’acqua.