Svizzera

«Occorre fare di più contro la violenza sessuale commessa tramite sostanze chimiche»

Per la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider è necessaria una più efficace protezione contro la sottomissione chimica: la «ministra» cita il caso della francese Gisèle Pelicot
©KEYSTONE/JEAN-CHRISTOPHE BOTT
Ats
09.08.2026 09:00

È necessaria una più efficace protezione contro la violenza sessuale commessa tramite sostanze chimiche: lo sostiene la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, che auspica un potenziamento della prevenzione e dell'informazione.

«Finora l'opinione pubblica sapeva troppo poco del fatto che la sottomissione chimica avviene anche tra le mura domestiche», afferma la responsabile del Dipartimento federale dell'interno (DFI) in un'intervista pubblicata oggi dal SonntagsBlick. A suo avviso i casi recentemente emersi hanno fatto luce su un fenomeno finora sottovalutato. «La francese Gisèle Pelicot ha rotto il silenzio e ci ha mostrato gli abissi dell'umanità: non si tratta di un episodio isolato, altri casi verranno alla luce»

Sebbene la legge federale sugli stupefacenti vieti già di somministrare sostanze a una persona per renderla inerme e docile, secondo l'esponente socialista «c'è sicuramente margine di miglioramento». Alcune iniziative parlamentari mirano proprio a colmare le lacune normative, ad esempio per quanto riguarda la disponibilità di determinati farmaci. «Abbiamo bisogno di più prevenzione attraverso l'informazione e di autorità giudiziarie che perseguano i reati con rigore», prosegue la 62enne, invitando le vittime a non esitare a chiedere aiuto e a recarsi immediatamente in ospedale.

L'intervista è stata occasione per tornare sul caso dell'ex granconsigliere UDC argoviese accusato di aver narcotizzato diverse donne - tra cui una minorenne - e di averle poi violentate. «Le due donne che hanno avuto il coraggio di rendere pubblico l'accaduto hanno dimostrato grande forza», commenta Baume-Schneider.

Per la consigliera federale giurassiana la violenza contro le donne è un problema strutturale, presente in tutta la società. «La sottomissione chimica e gli stupri possono avvenire ovunque, anche con cittadini svizzeri come colpevoli», aggiunge, sottolineando che da un politico eletto ci si aspetta un comportamento esemplare.

Già in febbraio la Confederazione aveva annunciato una strategia nazionale contro la violenza domestica e di genere. Il DFI e il Dipartimento federale di giustizia e polizia stanno ora lavorando per integrare le loro attività in un unico piano d'azione, la cui presentazione è prevista per il prossimo anno. «Vogliamo coordinare gli sforzi fin qui compiuti e dare una risposta strutturata a un'emergenza sociale che riguarda tutti», conclude Baume-Schneider.