Consiglio federale

Parmelin lascia, nell’UDC è già toto-successore: i possibili nomi

Le candidature dovranno essere annunciate entro il 23 ottobre – L’Assemblea federale eleggerà il successore il 9 dicembre – Tra i papabili Rickli, Friedli e Amaudruz – I democentristi punteranno su una donna?
©KEYSTONE/Peter Klaunzer
Red. Online
02.10.2026 13:56

Dopo undici anni in Consiglio federale, Guy Parmelin lascerà il Governo il 31 dicembre. L’UDC ha avviato la ricerca del successore, non c’è ancora una lista ufficiale, ma circolano i nomi di possibili candidati e candidate. La scadenza per annunciarsi è fissata alle 12 del 23 ottobre a mezzogiorno. La commissione di selezione sottoporrà la propria proposta alla presidenza del gruppo entro il 13 novembre. La designazione da parte del gruppo parlamentare dovrebbe avvenire durante la seduta di venerdì 20 novembre. Il Parlamento eleggerà il nuovo consigliere federale (che entrerà in carica il 1. gennaio) il 9 dicembre.

Natalie Rickli, l’esperienza di Governo

La consigliera di Stato zurighese è fra i profili più citati. Ha esperienza esecutiva e una notorietà nazionale maturata anche alla guida del Dipartimento della sanità. Il calendario potrebbe però complicare una sua candidatura: nel 2027 ha annunciato di voler correre per un nuovo mandato nel Governo zurighese.

Esther Friedli, il peso del seggio sangallese

La consigliera agli Stati è una delle figure di punta dell’UDC e viene regolarmente associata alla corsa. Un possibile ostacolo è la rappresentanza cantonale: San Gallo è già presente in Consiglio federale con Karin Keller-Sutter.

Céline Amaudruz, l’opzione romanda

Consigliera nazionale ginevrina e vicepresidente dell’UDC, è il nome romando più ricorrente. Una sua candidatura permetterebbe di mantenere il seggio nella Svizzera francese, ma resta da capire quanto consenso potrebbe raccogliere anche al di fuori del partito.

Thomas Aeschi, il peso massimo del gruppo

Il capogruppo UDC in Parlamento dispone di una solida rete a Berna. Ea già stato candidato alla successione di Eveline Widmer-Schlumpf nel 2015 (assieme a Norman Gobbi), quando venne eletto Parmelin. Tra i fattori da valutare ci sono la sua capacità di raccogliere voti oltre la propria area politica e il fatto che il Consiglio federale conti già un rappresentante di Zugo, Martin Pfister.

Gli altri nomi

Nelle ricostruzioni dei media compaiono anche il consigliere nazionale turgoviese Pascal Schmid, Magdalena Martullo-Blocher, Franz Grüter e il presidente dell’UDC Marcel Dettling. I Cantoni della Svizzera centrale potrebbero presentare anche Monika Rüegger (Obvaldo). Tra i possibili candidati figurano anche il bernese Werner Salzmann e il consigliere di Stato argoviese Jean-Pierre Gallati. Nella Svizzera romanda circolano i nomi del vodese Yvan Pahud e del friburghese Nicolas Kolly. Entrambi hanno dichiarato a Keystone-ATS di stare «seriamente valutando» se dare la propria disponibilità. Entrambi hanno però lo svantaggio di essere entrati in Consiglio nazionale solo nel 2023.

La scelta si giocherà anche su due questioni politiche: l’UDC porterà una donna in Governo? E cercherà di mantenere il seggio in Romandia?

Una candidatura femminile riaprirebbe il tema di una prima donna eletta in Consiglio federale come candidata ufficiale dell’UDC (Eveline Widmer-Schlumpf entrò nel Governo nel 2007 dopo essere stata eletta al posto di Christoph Blocher, il candidato ufficiale del partito. L’UDC la espulse dopo che accettò l’elezione e non rinunciò al seggio). Il PLR ha già invitato i democentristi a considerare personalità della Svizzera latina. Probabilmente più di Cantoni francofoni che italofoni (la presenza del consigliere federale Ignazio Cassis sbarrerebbe loro la strada). L’UDC ha inoltre indicato che valuterà la capacità dei candidati di assumere la guida del DEFR o del Dipartimento di giustizia e polizia.

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