Svizzera

Per il Governo la Posta va resa più flessibile alle esigenze della popolazione

Il Consiglio federale ha avviato la consultazione su una revisione della legislazione postale che consentirà, a determinate condizioni, di modificare il mandato di servizio universale
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Ats
24.06.2026 16:54

La Posta deve poter adeguare più facilmente la propria offerta all'evoluzione delle esigenze della popolazione e delle imprese. Lo sostiene il Consiglio federale, che ha avviato oggi la consultazione su una revisione della legislazione postale che consentirà, a determinate condizioni, di modificare il mandato di servizio universale.

Tempi che cambiano

La digitalizzazione ha profondamente cambiato le abitudini dei cittadini e delle società, dichiara l'Esecutivo in una nota odierna, precisando che negli ultimi dieci anni il volume delle lettere è diminuito di un terzo e i pagamenti in contanti agli sportelli di due terzi. Secondo le stime della Posta, entro il 2030 il traffico epistolare potrebbe calare di un ulteriore 30% e i versamenti in contanti dimezzarsi ancora.

Per reagire alle grandi sfide degli ultimi anni - prosegue il comunicato - l'azienda di proprietà della Confederazione ha ampliato la sua attività aziendale al di fuori del servizio universale. Quest'evoluzione suscita sempre più critiche sia in Parlamento che nel settore economico. Per questo motivo si intende garantire la certezza del diritto per le attività della Posta al di fuori del servizio universale, afferma il Consiglio federale.

Che cosa potrebbe cambiare

La revisione parziale della legge sulle poste (LPO) e della legge sull'organizzazione della Posta (LOP) prevede che, almeno in una prima fase, la portata e la qualità del servizio universale rimangano invariate. Il gigante giallo continuerà inoltre a dover finanziare autonomamente queste prestazioni senza ricorrere a fondi pubblici.

Ma in futuro, però, la Posta potrà chiedere al Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) un adeguamento del mandato se la domanda per lettere, pacchi, giornali o servizi di pagamento dovesse scendere sotto determinati valori soglia fissati dalla legge.

Parallelamente, il Consiglio federale propone di modificare la legge sull'organizzazione della Posta per precisare quali attività l'azienda può svolgere al di fuori del servizio universale. Le attività accessorie dovranno mantenere un legame con il mandato principale e restare di importanza secondaria rispetto ad esso, viene sottolineato. Saranno inoltre definite esplicitamente le prestazioni digitali offerte dall'azienda detenuta dalla Confederazione.

La riforma introduce anche un controllo sulle acquisizioni di partecipazioni economicamente rilevanti. In futuro il gigante giallo dovrà ottenere l'approvazione della Commissione federale delle poste (PostCom) prima di acquisire quote in grandi imprese, così da garantire che tali operazioni siano compatibili con lo scopo dell'azienda.

I sindacati: «Prosegue lo smantellamento»

Per il sindacato syndicom, Rösti vuole automatizzare la riduzione dei servizi ed eliminare il diritto del Parlamento e della popolazione di esprimersi e partecipare alle decisioni. I cosiddetti «criteri dinamici» per il servizio universale creeranno incentivi per la Posta per ridurre progressivamente le prestazioni di base esistenti, si legge nella nota. La pressione sui costi si intensificherebbe ulteriormente e il servizio pubblico, che ovviamente ha un costo, verrebbe smantellato a un ritmo accelerato.

«Invece di garantire e ampliare i servizi per la popolazione, la Confederazione saccheggia le risorse pubbliche della Posta distribuendo a se stessa ingenti dividendi», scrive il sindacato. «Una cosa è chiara: la strada intrapresa avvicina il consigliere federale Rösti al suo obiettivo, che è quello di smantellare l'elevato livello del servizio pubblico».