«Per l'ultima volta»: addio all'Airbus che sfidò Lothar

«Per l'ultima volta». Con queste parole, pronunciate via radio prima del decollo, un pilota di Swiss ha preso congedo mercoledì dall'aeroporto di Zurigo ai comandi dell'Airbus A321 immatricolato HB-IOF, come ricorda il Tages-Anzeiger. Alle 11.30 l'aereo si è alzato in volo in direzione di Enschede, nei Paesi Bassi, chiudendo una carriera durata oltre trent'anni. Con poco più di 31 anni era il secondo velivolo più anziano della flotta. E alle spalle aveva una storia movimentata, segnata da un volo drammatico nel cuore dell'uragano Lothar.
Battezzato «Winterthur»
L'HB-IOF, un Airbus A321-100, era entrato nella flotta di Swissair nel luglio del 1995 ed era stato battezzato «Winterthur». Poco più di 25 anni fa, quando la compagnia fallì e i suoi aerei rimasero a terra, c'era anche lui tra i jet bloccati dal grounding. Ma già prima di quell'episodio, che ha segnato la storia dell'aviazione svizzera, il velivolo aveva vissuto la sua giornata più difficile.
Un fulmine, il cherosene agli sgoccioli e il «pan pan pan»
Era il giorno di Natale del 1999. L'aereo volava da Londra a Zurigo con 179 passeggeri a bordo. L'equipaggio non aveva giudicato fuori dal comune quella che sarebbe passata alla storia svizzera come l'uragano Lothar e aveva deciso di effettuare il volo. Dopo diversi circuiti d'attesa, i piloti lanciarono il «pan pan pan», il messaggio d'urgenza che garantisce la precedenza all'atterraggio: il cherosene stava finendo.
A quel punto l'aereo era già stato colpito da un fulmine, che aveva aperto un buco nella fusoliera. I flap funzionavano solo in parte. L'elettronica era fuori uso, così come il pilota automatico: le manette andavano azionate a mano. La vicenda è stata ricostruita dalla NZZ.
Prigionieri a bordo anche dopo l'atterraggio
Alla fine l'atterraggio, in condizioni drammatiche, riuscì. Ma per i passeggeri l'incubo non era finito. Non poterono scendere: a terra la situazione era critica quanto difficile e Lothar faceva volare via tutto ciò che non era saldamente ancorato. A bordo, a quanto pare, c'era un forte odore di vomito, conseguenza dell'avvicinamento turbolento. Alcuni viaggiatori piangevano, altri erano apatici. Tutti, però, se la cavarono solo con un grande spavento.
Dalla Turchia ritorno a casa
Dopo il grounding di Swissair, l'HB-IOF rimase a terra come tutti gli altri aerei. Nel settembre del 2004 fu dato in leasing a Turkish Airlines, dove volò con il nome di «Osmaniye». Nel marzo del 2007 Swiss lo riportò dalla Turchia. Il nome «Winterthur», nel frattempo, è passato a un altro aereo. Nel 2018 Swiss ha battezzato così un Airbus A220-300, alla presenza dell'allora sindaco della città Mike Künzle. A quel punto l'ex «Winterthur» volava già da tempo con i colori di Swiss.
Ancora sei ex Swissair in flotta
Secondo la piattaforma online planespotters.net, Swiss dispone tuttora di sei aerei con più di 25 anni di età, che hanno dunque volato anche per Swissair. Tra questi c'è ancora un Airbus A321-100, gli altri sono tutti Airbus A320-200.
