La reazione

PFAS negli alimenti, l'ACSI lancia l'allarme

«Gli interessi dell’agricoltura vengono prima della salute pubblica. Una volta stabilito il principio che basta miscelare per ridurre la contaminazione, questo potrebbe essere nuovamente applicato altrove»
© ACSI
Red. Online
05.03.2026 16:24

In futuro, nel definire i valori limite in agricoltura delle sostanze per-e polifluoroalchiliche (PFAS) - sostanze chimiche cosiddette «eterne» - si dovrebbero considerare, oltre ai rischi per la salute e l'ambiente, anche le conseguenze economiche. È quanto ritiene il Consiglio degli Stati che ha approvato tacitamente la versione modificata dal Nazionale di una sua mozione con cui si intende sostenere quei contadini i cui prodotti contengono livelli eccessivamente elevati di questi composti chimici di largo impiego nell'industria.

I PFAS costituiscono un gruppo di diverse migliaia di composti chimici. Si trovano ovunque, negli oggetti della nostra vita quotidiana, ma anche nel suolo, nelle falde acquifere e negli alimenti. Secondo gli esperti, una concentrazione troppo elevata può essere nociva per la salute umana, con effetti cancerogeni e di disturbo del sistema endocrino. Tuttavia questo inquinamento deriva dallo spargimento dei fanghi di depurazione, una pratica che all'epoca era autorizzata e persino incoraggiata.

La versione modificata di una mozione chiede al Consiglio federale di fissare valori limite per i PFAS nell'ambiente. L'atto parlamentare propone tuttavia che la definizione di tali valori tenga conto non solo dei rischi per la salute posti da queste sostanze, ma anche della loro applicabilità, dell'inquinamento di fondo esistente, della coerenza con altri valori limite e delle conseguenze economiche.

La mozione era stata presentata dopo le rivelazioni sulla presenza di livelli troppo elevati nella carne e nel latte provenienti da vacche di alcune aziende agricole nel Canton San Gallo. Nel 2024, ad alcune aziende agricole di San Gallo è stato vietato di vendere i rispettivi prodotti alimentari perché contenevano troppi residui di queste sostanze.

Nel frattempo, il Dipartimento federale dell'interno sta già elaborando una regolamentazione temporanea per l'immissione sul mercato di derrate alimentari provenienti da siti con una maggiore contaminazione da PFAS.

«Gli interessi dell’agricoltura vengono prima della salute pubblica»

L’ACSI e l’Alleanza delle organizzazioni dei consumatori (ACSI, Konsumentenschutz, FRC) criticano la decisione presa oggi dal Consiglio degli Stati che, dopo un rimpallo fra le Camere, ha deciso di approvare una mozione che consentirà la miscelazione di carne contenente valori elevati di PFAS al fine di abbassarli artificialmente permettendo così la vendita.

«Si tratta di un’enorme concessione che va a scapito della salute pubblica e rischia di erodere la fiducia delle consumatrici e dei consumatori nella produzione di carne svizzera. Ricordiamo che alcuni PFAS sono potenzialmente cancerogeni e dannosi per la salute in vari modi. Queste sostanze chimiche “perenni” si accumulano nell’organismo nel corso degli anni e sono molto difficili da scomporre».

Oltre a creare costi aggiuntivi nella trasformazione e nella vendita, la mozione non è di facile applicazione concreta e crea un pericoloso precedente – scrive ancora l'ACSI –: in futuro a rischio potrebbero essere anche gli standard di sicurezza dell’acqua potabile o un generale innalzamento dei livelli massimi di PFAS consentiti nelle derrate alimentari. Una volta stabilito il principio che basta miscelare per ridurre la contaminazione, questo potrebbe essere nuovamente applicato altrove.

L’ACSI «si impegnerà durante la procedura di consultazione per cercare di contenere i danni di questa misura miope che rischia di compromettere la salute pubblica».