Il caso

Pilota di Air India «ubriaco» a Zurigo, indaga il Ministero pubblico

Fermato il 7 settembre dalla polizia zurighese con oltre l'1 per mille di alcol nell'alito: il volo è stato annullato – Rischia fino a tre anni
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Red. Online
28.09.2026 13:45

Il personale dell'aeroporto di Zurigo lo ha notato perché il suo alito, beh, sentiva di alcol. Il 7 settembre scorso un pilota di Air India è stato fermato dalla Polizia cantonale zurighese prima di mettersi ai comandi del Boeing 787 Dreamliner diretto a Delhi. Secondo quanto ricostruito dal Blick, gli agenti lo hanno sottoposto all'etilometro: il test avrebbe dato un valore superiore all'1 per mille. A quel punto, la Polizia gli ha impedito di volare.

Competente è la Confederazione

Il caso, leggiamo, è ora nelle mani del Ministero pubblico della Confederazione, l'MPC, guidato dal procuratore generale Stefan Blättler. Le violazioni della legge sulla navigazione aerea, infatti, sono di competenza federale, non cantonale. «Stiamo conducendo un'istruzione penale nei confronti di una persona fisica per sospetto stato di inidoneità dell'equipaggio» ha confermato l'MPC al quotidiano zurighese.

La legge, d'altro canto, è chiara: chi pilota o intende pilotare un aereo sotto l'effetto dell'alcol, o comunque inabile al servizio, commette un reato. In caso di condanna, il pilota rischia una pena pecuniaria o una pena detentiva fino a tre anni. Se l'MPC dovesse arrivare a un atto d'accusa, il caso finirebbe davanti al Tribunale penale federale di Bellinzona. Per l'uomo, evidentemente, vale la presunzione d'innocenza.

Volo cancellato, pilota rientrato da passeggero

Il volo di Air India in questione, chiarisce il Blick, è stato annullato e i passeggeri sono stati riprotetti su altri voli. Più tardi il pilota indiano è rientrato in patria, ma da passeggero e non più in cabina di pilotaggio. La compagnia lo ha sospeso. Al di fuori delle informazioni essenziali, Air India ha preferito non commentare e non rispondere alle domande dei media.

Un momento difficile per Air India

L'episodio arriva in un periodo delicato per la compagnia indiana. Poche settimane fa un volo da Phuket, in Thailandia, a Delhi è finito sui giornali dopo un'improvvisa perdita di quota che ha causato ferite a diversi passeggeri. Il comandante è poi risultato positivo alla marijuana al test antidroga ed è stato licenziato.

L'imbarazzo di Swiss

Il caso mette, scrive il Blick, in imbarazzo anche Swiss. Da una parte la compagnia svizzera collabora con Air India nell'ambito di Star Alliance. Dall'altra anche Swiss ha dovuto fare i conti con problemi di alcol. A fine marzo due suoi piloti sono stati segnalati internamente a Ginevra per un consumo eccessivo di alcol. «Le indicazioni erano così concrete che abbiamo dovuto dubitare della loro idoneità al servizio», aveva spiegato la compagnia. «Da allora i due piloti non volano più mentre gli accertamenti sono ancora in corso».

Il caso ha suscitato malumori all'interno dell'azienda. «Se fosse successo a un assistente di volo, sarebbe stato licenziato subito. Per i piloti c'è di nuovo un trattamento di favore», ha detto una fonte interna a Blick. Altri ritengono invece che sia importante imparare dagli errori e che i due piloti meritino una seconda possibilità. Swiss non ha commentato le rivelazioni del quotidiano zurighese preferendo aspettare la conclusione dell'inchiesta. Anche per loro vale la presunzione d'innocenza.

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