Più di mille svizzeri in Venezuela, «al momento non risultano vittime»

Sono oltre mille i cittadini svizzeri in Venezuela e, al momento, non si hanno notizie di eventuali vittime elvetiche in seguito alle due scosse di terremoto che hanno devastato diverse zone del Paese, tra cui la capitale Caracas. Lo fa sapere il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) al CdT, spiegando che l'Ambasciata svizzera è in contatto con le autorità competenti.
Il DFAE spiega inoltre che sta monitorando la situazione, precisando che le verifiche su eventuali svizzeri coinvolti sono «ancora in corso». Ad oggi, cinque turisti elvetici risultano registrati su TravelAdmin, l'applicazione che fornisce un supporto nella preparazione di un viaggio all'estero, nonché informazioni e servizi utili in caso di crisi.
Circa 1.000 svizzeri si trovano attualmente in Venezuela, iscritti nel Registro degli svizzeri all'estero. Il personale dell'Ambasciata elvetica, fa sapere ancora il DFAE, è «sano e salvo». Per motivi di sicurezza, la sede diplomatica rimarrà chiusa, pur mantenendo le proprie funzioni operative.
Il DFAE consiglia ai cittadini svizzeri in Venezuela di seguire le istruzioni delle autorità locali, aggiungendo che in caso di emergenza, è possibile contattare la linea di assistenza 24 ore su 24 al numero +41 800 24 7 365 / +41 58 465 33 33 o via e-mail all'indirizzo [email protected]. Il DFAE sconsiglia da tempo i «viaggi turistici e tutti gli altri viaggi non essenziali» nel Paese sudamericano, specialmente da quando è stato preso di mira dal presidente USA Donald Trump.
Aiuti umanitari dalla Svizzera
La Svizzera ha già offerto il proprio sostegno alle autorità venezuelane dopo l'appello internazionale per gli aiuti. Il delegato del Consiglio federale per gli aiuti umanitari presso la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) ha deciso di mobilitare la Catena svizzera di salvataggio, composta da 80 membri, otto cani da ricerca e 18 tonnellate di attrezzature di soccorso. La missione del team elvetico è quella di cercare eventuali superstiti rimasti sepolti sotto le macerie in seguito alle violente scosse di terremoto.
Il DFAE precisa inoltre che lo spazio aereo venezuelano è chiuso alla maggior parte delle compagnie aeree europee, dunque si stanno prendendo provvedimenti per organizzare al più presto un volo per trasportare le squadre di soccorso svizzere e le loro attrezzature. Caritas Svizzera ha già stanziato un aiuto d'emergenza di 100 mila franchi.
«I nostri pensieri vanno alle vittime, alle loro famiglie e a tutte le persone coinvolte. Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze e auguriamo ai feriti una pronta guarigione», ha scritto su X il presidente della Confederazione Guy Parmelin.
Viaggi in Venezuela sconsigliati
Come detto, il DFAE sconsiglia da tempo i viaggi in Venezuela. Con l'operazione militare americana del 3 gennaio del 2026 che ha portato alla cattura del dittatore Nicolás Maduro, è stato insediato un governo di transizione, con conseguenti forti tensioni politiche in tutto il Paese.
Le autorità federali evidenziano come si possano «verificare manifestazioni con scontri violenti». A causa delle tensioni politiche, le ondate di protesta nelle strade hanno già causato murose vittime negli scorsi mesi. Sono anche possibili atti di vandalismo o saccheggi, e i social media potrebbero risultare temporaneamente bloccati. I viaggiatori stranieri rischiano inoltre di essere arrestati, interrogati e detenuti, mentre il tasso di criminalità e la predisposizione alla violenza risultano tuttora elevati.
Il DFAE ricorda inoltre che in Venezuela si registrano frequentemente «carenze nelle forniture di carburante, acqua ed elettricità. I beni di uso quotidiano e i medicamenti possono essere introvabili per lunghi periodi, soprattutto nelle zone rurali». A seconda della situazione, infine, «i mezzi di assistenza dell'Ambasciata di Svizzera a Caracas per l'uscita dalle regioni colpite sono solo limitati, se non addirittura nulli».
