Prima le nevicate, poi il sole: è allerta valanghe

Dopo le abbondanti nevicate dello scorso fine settimana e il ritorno del sole, l'Istituto per lo studio della neve e delle valanghe segnala una situazione critica: oltre cento distacchi, tredici persone coinvolte e una vittima.
Le abbondanti nevicate cadute lo scorso fine settimana sul versante settentrionale delle Alpi hanno creato un contesto particolarmente critico dal punto di vista valanghivo. Secondo MeteoSvizzera, in diverse regioni si sono accumulati tra i 50 centimetri e oltre un metro di neve fresca in pochi giorni. Domenica, il ritorno del sole ha spinto numerosi freerider e scialpinisti a muoversi in quota, proprio mentre il rischio valanghe raggiungeva livelli elevati. Gli specialisti dell’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe (SLF) di Davos hanno classificato ampie zone delle Alpi svizzere con grado di pericolo 4 («forte»), il secondo più alto sulla scala ufficiale. «È la tipica e temuta prima bella giornata dopo forti nevicate», ha spiegato Kurt Winkler, responsabile dell’allerta valanghe, al Tages-Anzeiger. Un livello che implica la possibilità di valanghe spontanee, spesso di grandi dimensioni, e un’elevata probabilità di distacchi provocati anche a distanza.
Il bilancio della giornata di domenica conferma la gravità della situazione. Secondo l’SLF, sulle Alpi svizzere si sono staccate oltre cento valanghe e colate di neve, molte delle quali innescate da sciatori e scialpinisti. Tredici persone sono rimaste coinvolte, quattro sepolte. Una persona ha perso la vita: l’ex snowboarder professionista Ueli Kestenholz, travolto da una valanga nell’Alto Vallese durante una discesa fuoripista. Negli ultimi anni, sottolinea l’SLF, il numero complessivo di vittime da valanga è rimasto relativamente stabile, nonostante l’aumento delle presenze in montagna. Ciò che è cambiato è il luogo degli incidenti: oggi oltre il 90% avviene in terreni aperti, lontano da insediamenti e infrastrutture, anche grazie al miglioramento delle opere di protezione nei villaggi. Nonostante il recente abbassamento del grado di pericolo a 3, la situazione resta delicata. La struttura del manto nevoso è fragile: una base debole, formatasi durante un dicembre povero di neve e con temperature miti, sostiene ora grandi quantità di neve fresca. Per questo l’SLF invita alla massima prudenza nei prossimi giorni, soprattutto sui pendii poco frequentati o non tracciati. Il numero elevato di segnalazioni è legato anche alla forte presenza di persone in montagna nella prima giornata di bel tempo e alla possibilità di notificare facilmente i distacchi tramite app dedicate.