La curiosità

Primo Maggio, ma non per tutti: la festa del lavoro in Svizzera

Nel nostro Paese i giorni festivi riconosciuti a livello federale sono soltanto quattro: Capodanno, Ascensione, 1. agosto e Natale – Per le altre festività decidono i cantoni ed è per questo che molti, oggi, sono costretti a lavorare
©Gabriele Putzu
Red. Online
01.05.2026 10:00

Primo Maggio, sì. Ma non per tutti. Andiamo ai fatti. In Svizzera, infatti, parliamo sì di un giorno festivo ma non ovunque. E la ragione sta in due parole che, nel nostro Paese, contano parecchio: federalismo e storia. A livello federale, i giorni festivi riconosciuti sono soltanto quattro — Capodanno, Ascensione, 1. agosto e Natale — mentre per gli altri decide soprattutto il Cantone, e in alcuni casi perfino il Comune. Il risultato? Il Primo Maggio si celebra pienamente solo in otto Cantoni, fra cui Ticino, Zurigo, Basilea Città e Basilea Campagna, mentre negli altri 18 si lavora, talvolta per mezza giornata soltanto.

Il punto è che molti giorni festivi svizzeri hanno (anche, anzi soprattutto) un’origine religiosa. Tant'è che i Cantoni cattolici, come il Ticino, tendono ad averne di più rispetto a quelli protestanti. Il Primo Maggio, per contro, nasce altrove: non dalla liturgia, ma dalla storia del movimento operaio.

La data rimanda a Chicago, 1886. Quell'anno, il 1. maggio appunto, partì uno sciopero generale per chiedere la giornata lavorativa di otto ore, in un’epoca in cui si lavorava anche 12 o 16 ore al giorno. Dopo quattro giorni di proteste si arrivò alla rivolta di Haymarket: una bomba esplose vicino alla polizia, gli agenti aprirono il fuoco sulla folla e il bilancio fu pesantissimo, con lavoratori uccisi e feriti, oltre a vittime anche fra i poliziotti. Tre anni dopo, il 20 luglio 1889, il Congresso Internazionale di Parigi della Seconda Internazionale socialista proclamò ufficialmente il 1. maggio Festa internazionale dei lavoratori.

In Svizzera, la prima celebrazione arrivò nel 1890. All’inizio partecipare poteva costare sanzioni, perché le manifestazioni cadevano spesso durante l’orario di lavoro; poi, dalla metà degli anni Novanta dell’Ottocento, i lavoratori ottennero sempre più spesso una giornata libera non pagata per prendervi parte. Il 1919 segnò un altro passaggio chiave: dopo lo sciopero generale, i sindacati collegarono il Primo Maggio all’introduzione della settimana lavorativa di 48 ore.

Da lì in avanti, il Primo Maggio svizzero ha preso strade diverse. A Basilea divenne festivo già nel 1923; in altri Cantoni il riconoscimento arrivò più tardi, soprattutto dopo il 1964. E così si spiega la fotografia di oggi: una festa internazionale, con radici operaie comuni, che però in Svizzera continua a fermarsi davanti ai confini cantonali. Il paradosso? La ricorrenza che nacque per unire i lavoratori, qui cambia ancora da un territorio all’altro. Basta spostarsi di qualche chilometro, e il corteo diventa una normale giornata d’ufficio.

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