Problemi con il sistema di pagamento delle indennità di disoccupazione: la SECO era stata avvertita dai Cantoni

La Segreteria di Stato dell'economia (SECO) era stata avvertita a più riprese dai Cantoni e dal Controllo federale delle finanze dei potenziali problemi legati all'introduzione del nuovo sistema informatico per il pagamento delle indennità di disoccupazione. E questo in tempi non sospetti. A rivelarlo è un'inchiesta delle testate Tamedia.
Già nel corso di un incontro avvenuto nel mese di luglio del 2025, infatti, i rappresentanti dei cantoni avevano attirato l'attenzione della SECO sui problemi principali che l'introduzione del nuovo sistema informatico avrebbe posto. «Non realista e non praticabile» era stato definito, nel verbale dell'incontro, il progetto della Segreteria di Stato dell'economia.
La stessa SECO, sempre secondo il verbale di cui sono entrate in possesso le testate Tamedia, era cosciente delle conseguenze che avrebbe comportato l'interruzione per più settimane del sistema. Sempre a luglio aveva avvisato i Cantoni che avrebbero dovuto aspettarsi una «grandissima affluenza di clienti» durante l'interruzione di quasi tre settimane. Proprio per questa ragione, durante l'incontro avvenuto questa estate, il Vallese aveva suonato il campanello d'allarme sottolineando che le nuove iscrizioni alla disoccupazione non si sarebbero ripartite uniformemente su suolo elvetico in quanto Cantoni come i Grigioni e lo stesso Vallese sarebbero stati i più colpiti. Quindi la domanda: «Come gestire un tale afflusso senza un sistema informatico funzionante?».
Il Vallese non era poi l'unico Cantone preoccupato; diversi altri partecipanti alla riunione estiva hanno sottolineato le difficoltà nel gestire il sovraccarico di lavoro da parte dei loro servizi. E hanno criticato l'assenza di un sostegno chiaro o di soluzioni d'urgenza da parte della SECO.
Lungimirante si era poi dimostrato il responsabile dei servizi informatici di San Gallo che aveva avvertito sul fatto che i problemi più grossi avrebbero potuto verificarsi al momento del riavvio del sistema. A preoccuparlo era in particolare un sovraccarico nei primi giorni di utilizzo. Sovraccarico che si è poi puntualmente verificato: il sistema informatico è infatti andato in panne a più riprese nelle ultime settimane.
Se all'interno dei Cantoni a regnare era l'inquietudine, a livello federale sembra invece dominare una certa calma. I più alti responsabili del progetto riconoscono infatti degli errori, ma dicono di averli ereditati dai loro predecessori. Sostengono poi che sia normale che si verifichino malfunzionamenti quando viene implementato un importante cambiamento informatico perché «non è possibile, dal punto di vista tecnico e organizzativo, simulare completamente e preventivamente tutte le condizioni quadro reali». La SECO ritiene inoltre che i problemi riscontrati nei versamenti di dicembre siano trascurabili. «I versamenti di dicembre 2025 non hanno subito ritardi generalizzati». In gennaio poi, la Segreteria di Stato dell'economia sostiene che, dopo qualche difficoltà tecnica iniziale, la situazione si è normalizzata. Al 28 gennaio, erano già stati versati 270 milioni di franchi ai beneficiari di indennità giornaliere, pari a oltre il 90% dei pagamenti previsti per il mese, ha dichiarato alla RTS Jérôme Cossandey, capo della Direzione del lavoro della SECO.
Ad essere critici verso le mosse della SECO non sono comunque stati solo i Cantoni, anche la politica federale ha sollevato perplessità. Lo scorso martedì, la Commissione della sicurezza sociale e della sanità (CSSS) ha trattato la questione e Cossandey ha dovuto rispondere alle domande dei parlamentari.
Anche la Commissione della gestione del Consiglio nazionale e quella del Consiglio degli Stati si stanno muovendo rapidamente. In particolare, si riuniranno a partire da giovedì per analizzare il dossier. A tal proposito, la consigliera agli Stati Marianne Binder-Keller (il Centro / AG) ha confermato che depositerà una domanda per esaminare i fatti.
Ugualmente la Delegazione delle finanze del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati esaminerà questo progetto da 201 milioni di franchi. Lo ha confermato il suo presidente, Benjamin Mühlemann (PLR).

