Procedure più veloci e rimpatri: ecco i cantieri aperti nell’asilo

Completare la maggior parte delle procedure d’asilo entro 140 giorni al massimo, compreso l’eventuale rinvio. Era fra gli obiettivi della riforma approvata a livello popolare nel 2016 ed entrata in vigore nel 2019. Il sistema ha in buona parte funzionato. Più del 40% delle domande presentate negli ultimi sei anni è stato trattato nei termini programmati. Ma poi non sempre i tempi impiegati hanno rispettato gli obiettivi. Per le cosiddette procedure celeri ci sono voluti 70–80 giorni, un numero nettamente al di sopra del valore-obiettivo (40 giorni), anche se questo non ha causato problemi. Per le procedure ampliate, invece, si sono resi necessari dai 240 ai 431 giorni, ben al di sopra del valore-obiettivo di 90. E qui, stando a uno studio commissionato dal Consiglio federale a Ecoplan, la situazione è critica: fabbisogno di alloggi più elevato a tutti e tre i livelli statali, problemi per l’integrazione e l’esecuzione degli allontanamenti.
Basandosi su questa analisi esterna, Confederazione, Cantoni, Comuni e città hanno elaborato congiuntamente la strategia in materia d’asilo 2027. I tre livelli statali sostengono che le procedure celeri si sono dimostrate nel complesso efficaci, nonostante la pandemia e la forte pressione sul settore, e condividono l’attuale ripartizione dei compiti. Sono convinti, tuttavia, che occorra intervenire concretamente in determinati ambiti per migliorare il sistema, che sta raggiungendo i suoi limiti e perdendo efficacia, in particolare nei momenti di forte pressione. Le procedure di asilo dovrebbero essere ulteriormente accelerate, le domande pendenti ridotte più rapidamente, il sistema reso più resiliente alle fluttuazioni e l’integrazione promossa in modo più vincolante. In quest’ottica, nel corso di una conferenza sull’asilo, è stato adottato un mandato politico per studiare una serie di misure.
Rapidità ed equità
Il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia Beat Jans, unitamente ai rappresentanti dei Cantoni, dell’associazione dei Comuni e di quella delle città ha illustrato oggi a Berna le piste da seguire. Tutti concordano sul fatto che le procedure d’asilo devono essere eseguite in modo rapido ed equo e nel rispetto dei principi dello Stato di diritto. I tre livelli statali riconoscono la necessità d’intervento in una serie di ambiti. In particolare, dicono che nella procedura ampliata deve essere stabilito un nuovo valore-obiettivo realistico, «significativamente inferiore alla durata media attuale». Si sta studiando la possibilità di attuare una procedura preliminare per orientare le strutture alle persone bisognose di protezione e sgravarle dal lavoro legato a coloro che presentano una domanda d’asilo in un centro della Confederazione senza indicare i motivi della fuga (per esempio i motivi squisitamente economici o medici). È quindi al vaglio una procedura preliminare volta a evitare di collocare nelle strutture i richiedenti asilo che non sono oggetto di persecuzione e quindi non hanno bisogno di protezione.
Accrescere la sicurezza
Occorre inoltre intervenire a livello di migrazione irregolare e criminalità. Per migliorare la capacità di reazione del sistema nei confronti dei criminali, sono necessari in particolare interventi legislativi. La Confederazione, i Cantoni, i Comuni e le città intendono pure rafforzare sia l’esecuzione dell’allontanamento delle persone tenute a partire sia l’attuale task force volta a contrastare i plurirecidivi. Secondo l’analisi di Ecoplan, «il vero gruppo problematico è costituito dai richiedenti l’asilo provenienti dagli Stati nordafricani, tra i quali la percentuale di ottenimento del riconoscimento come richiedenti l’asilo è appena superiore allo 0 %. Sebbene le persone di questo gruppo riportino una permanenza in Svizzera di poco superiore ai due mesi, quasi il 60% di loro viene accusato di aver commesso un reato in questo breve lasso di tempo». Jans ha detto che saranno adottate misure più severe. La Svizzera dovrà anche migliorare la cooperazione con importanti Paesi di provenienza e di transito. Un’esecuzione coerente degli allontanamenti delle persone tenute a partire, secondo le autorità, garantisce la credibilità delle disposizioni in materia d’asilo. Quella piccola parte di richiedenti e migranti irregolari che delinque mina l’accettazione dell’intero sistema. Tutti concordano sulla necessità di una reazione coerente nei confronti delle persone che commettono reati tra gli stranieri e le persone inserite nel sistema dell’asilo. Per questo la Confederazione, i Cantoni, le Città e i Comuni intendono avviare cambiamenti mirati, con l’introduzione esplicita di «stralci e procedure di riammissione» quale categoria procedurale a sé stante. Occorre esaminare la ripartizione proporzionale alla popolazione in tutti i Cantoni delle persone con decisione di stralcio o di espulsione. Andrà anche esaminato come sia possibile revocare immediatamente l’eventuale diritto di soggiorno delle persone che hanno commesso reati gravi.
Fare fronte alle fluttuazioni
In linea di principio, la ripartizione dei compiti nel settore dell’alloggio si è dimostrata efficace, secondo le autorità; anche se è emerso come, al verificarsi di aumenti repentini delle domande d’asilo, il sistema perda notevolmente in efficienza. I tre livelli statali ritengono che la sfida di creare un sistema d’asilo capace di far fronte alle fluttuazioni dei carichi (soprattutto nei settori dell’alloggio e del personale) non sia stata ancora sufficientemente risolta e intendono sviluppare insieme approcci risolutivi adeguati. È inevitabile che le procedure in corso determinino un certo numero di pratiche in sospeso; si deve fare in modo, tuttavia, di eliminare o ridurre rapidamente le pendenze.
Lo Statuto S
Anche lo statuto di protezione S, va integrato meglio nel sistema globale, soprattutto per quanto riguarda la libertà di viaggiare, l’attività lavorativa e l’aiuto sociale. Il DFGP, i direttori cantonali competenti, nonché i responsabili comunali e cittadini vogliono definire regole chiare per la sua revoca o il passaggio allo statuto B dopo cinque anni.
Va inoltre migliorata l’integrazione delle donne e dei giovani adulti. Con misure mirate, la Confederazione, i Cantoni, i Comuni e le città intendono favorire sia l’integrazione permanente di questi due gruppi di persone nel mondo del lavoro sia la loro partecipazione alla società.
