Arte

«Proteggere gli ospedali non può restare sulla carta»: il nuovo murale dei NEVERCREW a Ginevra

Il duo ticinese dà forma all’appello di Medici Senza Frontiere: nelle zone di conflitto pazienti, personale sanitario e operatori umanitari continuano a essere esposti agli attacchi
© NEVERCREW - MSF
Red. Online
20.08.2026 20:30

Un grande foglio di carta stropicciato, strappato e bruciato che tenta di proteggere medici e operatori umanitari. È l’immagine scelta da Medici Senza Frontiere (MSF) Svizzera per richiamare l’attenzione sugli attacchi all’assistenza sanitaria nelle zone di conflitto. Il nuovo murale, realizzato dal duo di artisti ticinesi NEVERCREW, è stato svelato nel Parc des Chaumettes, davanti agli Ospedali universitari di Ginevra (HUG), in occasione della Giornata internazionale dell’aiuto umanitario.

L’opera richiama la Risoluzione 2286 del Consiglio di sicurezza dell’ONU, adottata nel 2016 per condannare gli attacchi contro pazienti, personale medico e umanitario, ospedali e ambulanze durante i conflitti armati. Nel murale, però, il foglio che dovrebbe fare da tetto è danneggiato e offre soltanto una protezione parziale. Una metafora, secondo MSF, della distanza tra gli impegni assunti dagli Stati e quanto accade sul terreno.

«Le regole sono chiare»

«La protezione non può limitarsi a parole scritte sulla carta», afferma Micaela Serafini, presidentessa di MSF Svizzera. Nelle aree di guerra, sottolinea, le équipe dell’organizzazione continuano ad assistere ad attacchi contro gli ospedali, ostacoli alla circolazione delle ambulanze e difficoltà per i pazienti nell’accedere alle cure. «Le regole sono chiare, quello che manca è il loro rispetto da parte di tutte le parti coinvolte nel conflitto».

Un appello condiviso anche dal Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) e dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che insistono sulla necessità di tutelare pazienti e personale sanitario durante i conflitti armati.

Nel murale compaiono anche riferimenti a due luoghi simbolo degli attacchi contro l’azione umanitaria: l’Hotel Canal di Baghdad, sede delle Nazioni Unite colpita nel 2003, e il centro traumatologico di MSF a Kunduz, in Afghanistan, bombardato nel 2015. Nell’attentato di Baghdad morirono 22 operatori umanitari, mentre l’attacco di Kunduz provocò 42 vittime tra pazienti e personale. Proprio dopo l’attentato all’Hotel Canal venne istituita la Giornata internazionale dell’aiuto umanitario.

Un ponte tra Ginevra e le zone di guerra

La collocazione davanti agli HUG vuole creare un collegamento tra un luogo di cura sicuro nel cuore di Ginevra e gli ospedali che operano sotto minaccia nelle zone di conflitto. «Un ospedale deve essere, prima di tutto, un rifugio per le cure, la dignità e l’umanità», afferma Robert Mardini, direttore generale degli HUG. Il murale, aggiunge, vuole esprimere solidarietà «ai pazienti e al personale sanitario che si trovano ad affrontare la violenza mentre cercano soltanto di ricevere o fornire assistenza sanitaria».

Anche i NEVERCREW insistono sul significato del foglio di carta: «Rappresenta un tetto che evoca protezione, ma i buchi ci mostrano che questa protezione è vulnerabile». L’immagine vuole così rappresentare il divario tra gli impegni assunti sulla carta e una realtà nella quale operatori sanitari e umanitari continuano a essere colpiti.

Con l’opera, MSF punta a portare il tema fuori dalle sedi diplomatiche e istituzionali e a coinvolgere direttamente l’opinione pubblica. Il messaggio affidato al murale è netto: l’assistenza sanitaria non deve mai essere presa di mira.