Il caso

Public Eye accusa Nestlé: troppo zucchero nei prodotti venduti in Africa

In particolare, è stato rilevato un alto contenuto di zuccheri aggiunti nelle pappe per bambini dai sei mesi
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Ats
18.11.2025 08:55

Public Eye torna ad accusare il colosso alimentare Nestlé di vendere in Africa pappe per bambini dai sei mesi con un contenuto eccessivo di zucchero.

La ong e le organizzazioni partner hanno analizzato un centinaio di prodotti Cerelac presenti sugli scaffali di 20 Paesi riscontrando un contenuto elevato di zuccheri aggiunti in oltre il 90% dei casi, talvolta fino a quasi due zollette per porzione.

In Europa e in Svizzera Nestlé offre prodotti simili senza zuccheri aggiunti, ha ricordato Public Eye in una nota odierna, criticando quello che definisce un «doppio standard inaccettabile» e mettendo in guardia dai rischi per la salute quali l'abituarsi allo zucchero in tenera età, l'obesità e le malattie correlate.

L'ong ha criticato inoltre la mancanza di trasparenza da parte dell'azienda: in due terzi dei prodotti lo zucchero aggiunto non è indicato sulla confezione. Interpellata dall'agenzia AWP, una portavoce di Nestlé ha respinto le accuse definendole «fuorvianti e infondate».

A suo avviso, è scientificamente inesatto definire gli zuccheri derivati dai cereali e naturalmente contenuti nella frutta come zuccheri raffinati aggiunti al prodotto. Nestlé ha inoltre sostenuto di non ingannare i consumatori: i valori di zucchero indicati sono conformi alle normative locali e i valori limite sono inferiori agli standard di sicurezza alimentare e qualità dei prodotti delle Nazioni Unite (Codex Alimentarius).

Varianti senza zuccheri aggiunti sono già disponibili nel 97% dei mercati, Africa compresa; entro la fine del 2025 dovrebbero esserlo in tutti, ha aggiunto l'azienda con sede a Vevey (VD).