L'esperto

Public viewing Mondiali: la Svizzera che unisce

Il sociologo Sandro Cattacin spiega perché le partite dei rossocrociati vissute ai maxischermi creano comunità, patriottismo «sano» e coesione sociale
©Francesca Agosta
08.07.2026 16:30

Ieri sera, la Svizzera ci ha fatto vivere tante, tantissime emozioni durante la partita contro la Colombia; emozioni che i tifosi hanno potuto condividere davanti ai grandi schermi allestiti dai Comuni per godersi l'atmosfera di questo evento internazionale. Ne citiamo alcuni: a Lugano in Piazza Manzoni, a Bellinzona al Parco Urbano e a Chiasso in Piazza dell'Indipendenza. Con l'inizio dei Mondiali, l'11 giugno, un'atmosfera piacevole si è diffusa in Svizzera. La Coppa del Mondo è l'evento sportivo più seguito al mondo, per il quale ci si riunisce nelle piazze o nei bar, in occasione dei cosiddetti public viewing, per condividere questo momento con amici e familiari. Ma che cosa rende l'atmosfera dei Mondiali così speciale?

Comunità

Ne abbiamo parlato con Sandro Cattacin, sociologo dell'Università di Ginevra (UniGe). Per capire meglio il fenomeno dei public viewing e per capire come essi contribuiscano alla nostra società. Durante le partite dei Mondiali, i tifosi rossocrociati, come detto, hanno provato molte emozioni: dall'ansia dei rigori alla gioia della vittoria. Questi momenti, in cui i tifosi si riuniscono per guardare le partite di calcio, «portano un sentimento di felicità e di appartenenza a una comunità; anche le persone che non amano il calcio percepiscono questa sensazione» spiega il nostro interlocutore.

Gli spazi del public viewing, un rituale

La cadenza della Coppa del Mondo accende maggiore passione nei tifosi. L'attesa dei Mondiali ogni quattro anni, infatti, li rende più speciali. Alla gente piace riunirsi davanti alle partite di calcio e condividere qualcosa da bere, da mangiare e un momento appunto speciale. Ancora Cattacin: «Ci vuole un po' questo elemento di rituale, di una ripetizione ogni quattro anni, perché ci si possa preparare mentalmente alla questione, all'organizzazione di questo evento e ai public viewing». Ciò favorisce un livello di emozionalità che cresce e che poi sfocia, durante questi momenti festivi, «in delle estasi collettive che sono, tutto sommato, la dimostrazione che siamo capaci di fare gruppo».

Una squadra che ci unisce

Cattacin insiste: il sentimento che si respira durante i Mondiali non è nazionalismo, ma piuttosto patriottismo da parte dei tifosi. La squadra svizzera ci trasmette un bel messaggio di unità, «perché c'è dentro tutto quello che fa la forza della Svizzera, ma anche tutto quello che spesso viene problematizzato della Svizzera, cioè la migrazione, le origini diverse». Durante i momenti di public viewing celebriamo i nostri giocatori, che ci rappresentano. Cattacin cita un esempio ginevrino: «Quando gioca la Svizzera a Ginevra, dove la comunità kosovara è molto forte, sono tutti lì; festeggiano con gli svizzeri ed è come se in campo ci fosse la loro nazionale, perché si identificano in Xhaka». Questo esempio dimostra quanto questi momenti di public viewing siano importanti per la coesione sociale. Secondo il sociologo «è un patriottismo sano, perché possiamo essere orgogliosi di questo Paese, all'interno del quale abbiamo fatto le cose insieme a persone di varie origini». Dunque, «la differenza come forza»: eccolo, il messaggio della nazionale svizzera. Cattacin, in questo senso, ricorda che «le comunità dietro le squadre non sono omogenee» e che esse si sentono rappresentate dai giocatori della Svizzera. I public viewing lasciano spazio per «mettere insieme persone diverse per classe, per genere, per origini»: una festa, dunque, inclusiva.

Reimparare a stare insieme

Il rafforzamento della comunità durante gli eventi sportivi riveste grande importanza, soprattutto dopo il periodo difficile che abbiamo vissuto con il Covid. Secondo Cattacin abbiamo «disimparato» a festeggiare e c'è ancora molta gente che nutre grande sfiducia e paura verso la folla. «L'apprendimento della sfiducia nell'altro è tipico del Covid», tuttavia si può contrastare questa eredità organizzando «dei rituali territoriali», come li chiama Cattacin, ossia delle feste. Sono momenti in cui la gente può «ritrovarsi, abbracciarsi e festeggiare assieme» e recuperare quel senso di comunità perduto dopo la pandemia.

Quarti di finale

La Svizzera, intanto, proseguuirà la sua avventura ai quarti di finale, per la prima volta in 72 anni, contro l'Argentina. Un'altra occasione per i tifosi di riunirsi nelle piazze, nei bar o a casa di amici per godersi questo momento. Le città di Locarno e di Bellinzona propongono una Notte Bianca, dal sabato sera alla domenica mattina, con bar e ristoranti aperti sulle piazze dove sono installati i maxischermi. Un'opportunità per condividere ancora una volta la partita dei rossocrociati.

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