Svizzera

Punture dimagranti, l'UDC vuole stringere sui rimborsi

Il consigliere nazionale Mike Egger chiede che la cassa malati paghi solo con un BMI oltre 30 – Nel 2024 questi farmaci sono costati 50 milioni
© Shutterstock
Red. Online
26.09.2026 17:00

Sono nati per curare l'obesità grave e sono diventati un fenomeno di massa. Le cosiddette «punture dimagranti» sono sempre più diffuse, anche in Svizzera, e cominciano a pesare sui conti dell'assicurazione malattie. Da tempo, non a caso, anche la politica se ne occupa. Il consigliere nazionale UDC Mike Egger, la prossima settimana, intende presentare un atto parlamentare per limitare il rimborso di questi medicamenti da parte delle casse malati, come riferisce il Blick.

Il limite del BMI 30

La proposta del 34.enne sangallese è chiara: l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie dovrebbe pagare questi farmaci solo ai pazienti con un indice di massa corporea (BMI) superiore a 30 kg/m². Ovvero, la soglia generalmente riconosciuta per parlare di obesità. Chi è sotto questo limite potrebbe continuare a seguire la terapia, ma a proprie spese.

«In questo modo si fissa un confine chiaro per il finanziamento solidale, si rafforza la responsabilità individuale e si evita un ulteriore aggravio per chi paga i premi» scrive Egger nel testo, che il Blick ha potuto consultare.

Un costo in forte crescita

Il consigliere nazionale motiva la sua iniziativa con l'aumento continuo dei costi dell'assicurazione di base. «Allo stesso tempo, con i medicamenti per la riduzione del peso sta emergendo un nuovo fattore di costo, potenzialmente in forte crescita». Secondo il Consiglio federale, nel 2024 i farmaci contro l'obesità sono già costati circa 50 milioni di franchi. E visto quanto si stanno diffondendo, afferma Egger, «è prevedibile un ulteriore aumento».

Le regole attuali

Già oggi il rimborso non è automatico. Dal 1. marzo 2024 il Wegovy, il più noto di questi farmaci, è a carico dell'assicurazione di base solo a condizioni precise: un BMI di almeno 35, oppure di almeno 28 in presenza di malattie legate al peso, come il diabete di tipo 2, l'ipertensione o valori alterati dei grassi nel sangue. Serve inoltre l'autorizzazione della cassa malati, dopo aver sentito il proprio medico di fiducia, e il paziente deve seguire una dieta controllata. Se dopo 16 settimane la perdita di peso non è sufficiente, la terapia va interrotta. Con la proposta di Egger, il rimborso non sarebbe più possibile per i pazienti in sovrappeso con un BMI tra 28 e 30, anche se hanno altre malattie. Il regime attuale, peraltro, è limitato nel tempo e dovrebbe essere riesaminato all'inizio del 2027.

Il ritorno del culto della magrezza

La discussione arriva in un momento particolare. Secondo il Blick, infatti, il «culto della magrezza» è tornato di moda, trainato dalle star di Hollywood e dai social. Molti farmaci nati per chi soffre di obesità grave, insomma, vengono usati sempre più spesso anche per perdere qualche chilo per motivi estetici.