Quel jet privato con base a Ginevra ricomparso in Russia

Ma le sanzioni internazionali, pronunciate in seguito all'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte dell'esercito russo, funzionano oppure no? La domanda, di tanto in tanto, fa capolino sui media. E questo perché, a fronte di un impianto sanzionatorio che, generalmente, funziona e sta producendo effetti, di tanto in tanto emergono scorciatoie o scappatoie. È il caso di un Bombardier Global 6000 precedentemente di stanza a Ginevra, venendo all'aviazione, di cui riferisce la Tribune de Genève.
Il jet, con identificazione HB-JFX, per anni è stato una presenza fissa nel panorama ginevrino. Dopo che Rolex lo ha ceduto nell'autunno del 2023, il velivolo è stato gestito da HBJX AG, una società con sede nel Canton Nidvaldo legata a Swiss Private Jet, azienda ginevrina. Lo scorso dicembre, invece, il Bombardier Global 6000 in questione è stato cancellato dal registro svizzero.
Ma che fine ha fatto l'aereo? Bella domanda. Quando è stato cancellato dal registro svizzero, quale destinazione finale è stato indicato l'Oman, Paese del Medio Oriente. Poco dopo, tuttavia, il jet è ricomparso in Russia. Detto in altri termini: secondo analisti e osservatori, l'Oman avrebbe solo fatto da transito.
Il 30 dicembre 2025, ribadisce la Tribune de Genève, il jet – del valore di circa 30 milioni di franchi svizzeri – si trovava ancora sulla pista dell'aeroporto di Basilea-Mulhouse, prima di partire per l'Oman, destinazione di esportazione ufficialmente dichiarata alle autorità svizzere come detto. Il giorno seguente, il velivolo è stato cancellato dal registro svizzero. Il 16 gennaio, l'aereo è ricomparso sui radar con un identificativo del transponder collegato alla Russia, pur utilizzando ancora un identificativo di volo di un jet privato svizzero. Questa «impronta digitale» ha permesso agli investigatori di collegare la precedente identità svizzera alla nuova registrazione russa. L'uso di un Paese terzo per oscurare la tracciabilità di un aeromobile non è un caso isolato di elusione delle sanzioni. Numerose indagini hanno infatti documentato come i Paesi del Golfo vengano utilizzati come hub per convogliare tecnologie aeronautiche occidentali verso la Russia.
Swiss Private Jet, dal canto suo, ha spiegato di aver venduto l'aereo in modo regolare e sotto la supervisione delle autorità svizzere competenti. La transazione, nello specifico, è stata accompagnata da un agente statunitense e da una grande banca americana. Non solo, nel contratto di acquisto era presente una clausola esplicita che obbligava l'acquirente a rispettare le sanzioni internazionali in vigore. Swiss Private Jet, in ogni caso, ha incaricato il proprio consulente legale di segnalare la situazione alle autorità svizzere e di voler «continuare a cercare informazioni per comprendere meglio la situazione dopo la vendita».
Secondo le informazioni disponibili online, l'ex aereo ginevrino è entrato a far parte della flotta della North-West Air Company, compagnia russa specializzata nella gestione di jet privati. Secondo diversi rapporti, è molto attiva nell'importazione e nella gestione di jet in Russia.
L'Ufficio federale dell'aviazione civile, scrive aeroTELEGRAPH riprendendo la Tribune, ha confermato la notifica di esportazione verso l'Oman e la cancellazione dal registro elvetico, aggiungendo di non aver avviato ulteriori verifiche in merito. La Segreteria di Stato dell'economia, per contro, ha ribadito che le esportazioni verso Paesi terzi non comportano automaticamente l'obbligo di ottenere un'autorizzazione speciale per le sanzioni. Detto in altri termini, indirettamente la SECO ha riconosciuto che la legislazione svizzera può essere sfruttata da canali di riesportazione paralleli.
