Quella fattoria degli orrori nel canton Soletta: «Sopprimere i cani era l'unica soluzione»

L'intera Svizzera, in queste ore, è incredula. Per non dire sotto shock. La notizia: 120 cani sono stati soppressi in una fattoria a Ramiswil, nel canton Soletta, poiché soffrivano di malnutrizione e diverse malattie. Il Blick, nel ricostruire la vicenda, ha appreso che la responsabile della fattoria, una madre, è conosciuta in tutto il paese come una professionista della salute. In passato, scrive il quotidiano zurighese, erano già state presentate denunce contro di lei.
Le autorità stanno indagando su quanto successo. In un'intervista concessa a SRF, la veterinaria cantonale, Chantal Ritter, ha fornito alcuni dettagli sulla cosiddetta fattoria degli orrori. L'azienda in questione, infatti, era già nel mirino delle autorità sanitarie ed era sottoposta a controlli regolari. «Ma recentemente la situazione è peggiorata, e molto rapidamente» ha spiegato la veterinaria. «In seguito a una segnalazione, ci siamo recati nuovamente nell'allevamento e abbiamo trovato le condizioni descritte».
La decisione di sopprimere i cani, dolorosa, è stata impresa da Ritter e dal suo team. L'eutanasia, per contro, era l'unica soluzione possibile. «Non c'erano altre vie» ha proseguito Ritter. E ancora: «Ho visto personalmente i cani. Erano in uno stato così deplorevole che era impossibile curarli. Se si fosse potuto salvare uno di loro, lo avremmo fatto». Secondo la veterinaria, «questo è uno dei più grandi casi di maltrattamento di animali nel canton Soletta».
Sono in corso le disposizioni per prendersi cura degli altri animali trovati nella fattoria. Oltre ai cani, le autorità hanno trovato anche capre e cavalli. I proprietari della fattoria, intanto, verranno denunciati per violazione della legge sulla protezione degli animali.
